Garlasco, il consulente di Stasi: "Nuove discrepanze sulla pattumiera di casa Poggi"
Pavia - Nuovi interrogativi sul delitto di Garlasco emergono dalle dichiarazioni del professor Francesco Maria Avato , medico legale e cons...
Pavia - Nuovi interrogativi sul delitto di Garlasco emergono dalle dichiarazioni del professor Francesco Maria Avato, medico legale e consulente della difesa di Alberto Stasi, intervenuto alla trasmissione Filorosso su Rai 3.
Secondo Avato, sarebbe emersa una possibile discrepanza tra il lotto della confezione di Estathé ancora presente nel frigorifero e quello ritrovato nella pattumiera di casa Poggi, un elemento che potrebbe alimentare nuovi dubbi sulla ricostruzione degli accertamenti.
Il consulente ha inoltre ricordato che la difesa, all'epoca delle indagini, non ebbe la possibilità di effettuare rilievi diretti. "Noi non eravamo in condizione di repertare nulla, potevamo soltanto osservare e fotografare. Non ci fu consentito nemmeno di esaminare la pattumiera. Quando chiedemmo di preservarla ci fu sorpresa da parte dell'allora maggiore Cassese", ha dichiarato.
Avato ha poi aggiunto che, successivamente, "qualcun altro ha manipolato il contenuto della pattumiera", precisando però di non sapere chi fosse autorizzato a intervenire sul materiale.
Nel servizio sono state mostrate, per la prima volta in televisione, alcune fotografie del frigorifero di casa Poggi, scattate il 5 dicembre 2007, circa cinque mesi dopo l'omicidio di Chiara Poggi. Le immagini mostrano, tra gli altri elementi, la lattina di birra consumata da Alberto Stasi la sera del 12 agosto 2007, mai repertata, una confezione di Estathé ancora conservata nel frigorifero, oltre a banane, pomodorini e altri alimenti ormai deteriorati.
Secondo quanto evidenziato dalla trasmissione, queste fotografie sembrerebbero mostrare alcune incongruenze rispetto al contenuto della pattumiera, repertata dai carabinieri soltanto otto mesi dopo il delitto. Le dichiarazioni del consulente rappresentano valutazioni della difesa e si inseriscono nel dibattito processuale sul caso.
