Nepal, l’odissea dei due bresciani: bloccati dalle alluvioni, ora sono a Kathmandu e rientreranno in Italia
BRESCIA, 28 AGOSTO 2026 – Dopo due giorni di paura, tensione e una vera e propria odissea sulle strade del Nepal devastate dalle alluvioni,...
BRESCIA, 28 AGOSTO 2026 – Dopo due giorni di paura, tensione e una vera e propria odissea sulle strade del Nepal devastate dalle alluvioni, Giovanni Fassini e Marco Lombardi sono finalmente arrivati a Kathmandu. I due bresciani, rispettivamente commercialista di 42 anni e pasticcere di 26, sono riusciti a raggiungere la capitale nepalese e domani, sabato 29 agosto, prenderanno il volo per fare ritorno in Italia.
La loro vacanza in Nepal, iniziata il 14 agosto, si era trasformata mercoledì scorso in una drammatica corsa contro il maltempo. Fassini e Lombardi erano partiti da Pokhara diretti verso Kathmandu, dove avrebbero dovuto prendere l’aereo per rientrare in Italia. Durante il viaggio, però, l’autobus sul quale si trovavano è stato investito dalla piena di un fiume.
Acqua, fango e detriti hanno invaso la strada, interrompendo il collegamento e lasciando il mezzo bloccato per ore.
«La strada è sparita davanti a noi»
A raccontare quei momenti è stato lo stesso Fassini, spiegando come la situazione sia rapidamente diventata drammatica.
«La strada è sparita davanti a noi», aveva raccontato il 42enne. Lui e l’amico si sono ritrovati su un tratto di carreggiata isolato, mentre intorno a loro ponti crollati, villaggi rimasti isolati e strade trasformate in veri e propri fiumi rendevano impossibile proseguire.
In un altro momento del viaggio, i due bresciani sono rimasti fermi per circa otto-dieci ore, prima di riuscire a tornare verso Pokhara.
«A metà strada ci hanno fermato, la strada era interrotta perché erano al corrente che stava arrivando questa piena, che poi puntualmente dopo pochi minuti è arrivata e ha fatto disastri», aveva spiegato Fassini.
Una situazione di estrema difficoltà, con le infrastrutture devastate dalla furia dell’acqua e numerose persone impossibilitate a spostarsi.
Il bilancio: 538 morti e oltre 2.300 dispersi
Intanto continua ad aggravarsi il bilancio della catastrofe che ha colpito il Nepal. Secondo l’ultimo aggiornamento delle autorità, 538 persone sono morte a causa delle devastanti inondazioni che hanno interessato diverse aree del Paese.
Il precedente bilancio parlava di 489 vittime. Sono invece oltre 3.700 le persone tratte in salvo, mentre 2.381 risultano ancora disperse.
Tra le persone che non hanno ancora fatto ritorno risultano anche tre italiani.
Per Fassini e Lombardi, invece, l’odissea sembra finalmente avviarsi verso la conclusione. Dopo aver superato le difficoltà degli ultimi giorni e raggiunto Kathmandu, i due potranno salire sull’aereo previsto per domani e tornare finalmente a casa.
La loro vacanza in Nepal, iniziata il 14 agosto, si era trasformata mercoledì scorso in una drammatica corsa contro il maltempo. Fassini e Lombardi erano partiti da Pokhara diretti verso Kathmandu, dove avrebbero dovuto prendere l’aereo per rientrare in Italia. Durante il viaggio, però, l’autobus sul quale si trovavano è stato investito dalla piena di un fiume.
Acqua, fango e detriti hanno invaso la strada, interrompendo il collegamento e lasciando il mezzo bloccato per ore.
«La strada è sparita davanti a noi»
A raccontare quei momenti è stato lo stesso Fassini, spiegando come la situazione sia rapidamente diventata drammatica.
«La strada è sparita davanti a noi», aveva raccontato il 42enne. Lui e l’amico si sono ritrovati su un tratto di carreggiata isolato, mentre intorno a loro ponti crollati, villaggi rimasti isolati e strade trasformate in veri e propri fiumi rendevano impossibile proseguire.
In un altro momento del viaggio, i due bresciani sono rimasti fermi per circa otto-dieci ore, prima di riuscire a tornare verso Pokhara.
«A metà strada ci hanno fermato, la strada era interrotta perché erano al corrente che stava arrivando questa piena, che poi puntualmente dopo pochi minuti è arrivata e ha fatto disastri», aveva spiegato Fassini.
Una situazione di estrema difficoltà, con le infrastrutture devastate dalla furia dell’acqua e numerose persone impossibilitate a spostarsi.
Il bilancio: 538 morti e oltre 2.300 dispersi
Intanto continua ad aggravarsi il bilancio della catastrofe che ha colpito il Nepal. Secondo l’ultimo aggiornamento delle autorità, 538 persone sono morte a causa delle devastanti inondazioni che hanno interessato diverse aree del Paese.
Il precedente bilancio parlava di 489 vittime. Sono invece oltre 3.700 le persone tratte in salvo, mentre 2.381 risultano ancora disperse.
Tra le persone che non hanno ancora fatto ritorno risultano anche tre italiani.
Per Fassini e Lombardi, invece, l’odissea sembra finalmente avviarsi verso la conclusione. Dopo aver superato le difficoltà degli ultimi giorni e raggiunto Kathmandu, i due potranno salire sull’aereo previsto per domani e tornare finalmente a casa.
