Sequestrato e picchiato per un debito: cinque arresti per estorsione tra Milano e Brescia
Corsico - Un sequestro di persona a scopo di estorsione culminato con un pestaggio e una richiesta di riscatto da mille euro. È quanto ricos...
Corsico - Un sequestro di persona a scopo di estorsione culminato con un pestaggio e una richiesta di riscatto da mille euro. È quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Corsico, che con il supporto dei Comandi provinciali di Milano e Brescia, della Compagnia di Intervento Operativo del IV Battaglione Veneto e dell’Unità Catturandi della Polizia Nazionale Romena hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano nei confronti di cinque indagati.
Gli arrestati, quattro cittadini egiziani e un tunisino, sono accusati a vario titolo di sequestro di persona a scopo di estorsione. Quattro di loro sono stati rintracciati nei comuni di Baranzate, nel Milanese, e di Adro, in provincia di Brescia. Il quinto è stato individuato e fermato in Romania, nel distretto di Brasov.
L’indagine è partita nel marzo 2026 dopo una violenta aggressione avvenuta in pieno giorno all’interno di un bar di Corsico. Secondo la ricostruzione degli investigatori, un egiziano di 22 anni sarebbe stato aggredito con una mazza da baseball per un presunto debito di denaro e poi sequestrato.
La vittima sarebbe stata trasferita e rinchiusa nei locali logistici di una pizzeria riconducibile a uno degli indagati, in provincia di Brescia. La liberazione sarebbe avvenuta soltanto dopo il pagamento, da parte dei familiari del giovane, di un riscatto di 1.000 euro. Inoltre, il 22enne sarebbe stato costretto a firmare cambiali egiziane per un valore complessivo di 8.000 euro.
Dopo due giorni di prigionia, il giovane è stato liberato e ha fornito agli investigatori elementi ritenuti fondamentali per ricostruire la vicenda e identificare i presunti responsabili.
Nel corso delle indagini sono emersi anche i ruoli di due donne, una cittadina romena di 39 anni e un’italiana di 29 anni, parenti di due degli indagati, che avrebbero fornito supporto alla fase estorsiva, agevolando la richiesta di denaro ai familiari della vittima e mettendo a disposizione un conto corrente per la movimentazione delle somme.
Gli accertamenti dei carabinieri hanno utilizzato sia le tecniche investigative tradizionali sia strumenti tecnologici, attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e telematici, la localizzazione delle celle telefoniche e l’esame di numerosi filmati.
Non è stato accertato se il debito alla base del sequestro fosse reale o meno. Gli investigatori ipotizzano però che la vicenda possa essere collegata al mondo dello spaccio di droga: la vittima aveva precedenti per spaccio, così come uno degli arrestati. Durante l’attività investigativa, inoltre, uno degli indagati è stato trovato in possesso di circa 50 grammi di cocaina.
