Sofia, aggressione naziskin contro adolescenti ebrei italiani: tensione davanti a un hotel
Sofia - Un gruppo di adolescenti ebrei italiani è stato preso di mira da un gruppo di estremisti di destra a Sofia, in Bulgaria, in un grave...
Sofia - Un gruppo di adolescenti ebrei italiani è stato preso di mira da un gruppo di estremisti di destra a Sofia, in Bulgaria, in un grave episodio di antisemitismo avvenuto lo scorso 2 agosto. I ragazzi, alcuni dei quali appartenenti alla Comunità ebraica di Roma, si trovavano in un albergo della capitale bulgara insieme ai loro educatori quando un gruppo di persone vestite di nero si è radunato davanti all’ingresso della struttura.
Secondo quanto denunciato dalla Comunità ebraica di Roma, gli aggressori avrebbero tentato inizialmente di forzare l’ingresso dell’hotel, per poi impedire l’accesso alla struttura, creando momenti di paura tra i giovani presenti. Dopo un primo intervento delle forze dell’ordine, il gruppo sarebbe tornato davanti all’albergo, bloccando nuovamente gli ingressi e rivolgendosi ai ragazzi con urla e minacce.
Il saluto nazista e le immagini dell’aggressione
Alcuni video diffusi dopo l’accaduto mostrano persone vestite di nero davanti all’hotel mentre urlano slogan nazisti ed eseguono il saluto hitleriano. Le immagini hanno suscitato forte indignazione e riportato al centro del dibattito europeo il tema della crescita degli episodi di antisemitismo.
Tra i ragazzi presenti c’era anche Gabriel, sedicenne milanese, che ha raccontato i momenti di paura vissuti all’interno dell’albergo: “Sono arrivati uomini con magliette nere, hanno iniziato a urlare frasi contro di noi e a fare il saluto romano. Noi eravamo nelle stanze e gli accompagnatori ci hanno detto di allontanarci dalle finestre e di non uscire”.
Il giovane ha spiegato che il gruppo italiano si trovava a Sofia per un raduno giovanile ebraico che coinvolgeva circa 200 studenti europei tra i 15 e i 16 anni. Secondo il suo racconto, alcuni aggressori potrebbero essere stati spinti all’azione anche dalla presenza di ragazzi che indossavano la kippah.
La condanna della Comunità ebraica di Roma
Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha definito l’episodio una “ignobile provocazione”, denunciando il fatto che giovani ebrei italiani “non siano liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti”.
Fadlun ha chiesto alle autorità bulgare di fare piena luce sull’accaduto e di identificare rapidamente i responsabili.
Le reazioni delle istituzioni italiane
Solidarietà ai ragazzi è arrivata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha condannato l’episodio definendolo “un ennesimo episodio di antisemitismo” e ribadendo la necessità di contrastare ogni forma di odio e discriminazione.
Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso “profondo sdegno e la più ferma condanna”, sottolineando che antisemitismo e odio “non possono trovare alcuno spazio nelle nostre società”.
Dopo l’accaduto, i ragazzi sono stati accompagnati dalla polizia fino all’aeroporto per garantire il rientro in sicurezza. Una vicenda che ha lasciato nei giovani coinvolti paura e amarezza, ma anche un forte richiamo alla necessità di difendere la libertà e la sicurezza delle comunità ebraiche in Europa.
