Il ricordo di Lorenzo Angelucci e Matteo Gianturco nelle parole degli amici: “Avevano valori forti, sempre con il sorriso”. Cordoglio anche dalle scuole frequentate dai giovani

MONZA – Resta un dolore profondo e difficile da raccontare a Monza e in Brianza dopo la tragedia aerea in Perù che ha spezzato sette vite italiane. A distanza di un giorno dallo schianto, parenti, amici e conoscenti delle vittime fanno i conti con lo shock per la perdita di intere famiglie.

Tra loro anche Alessandro Checchinato, 24 anni, amico stretto di Lorenzo Angelucci e Matteo Gianturco, i due giovani brianzoli morti insieme ai genitori Elena Sala, Massimo Angelucci, Paolo Gianturco e Cristina Maria Bianco, oltre al diciottenne Pietro Gianturco, fratello minore di Matteo.

«Avevano dei valori forti, giusti, non erano persone qualunque. Ma soprattutto tutto ciò arrivava dalle loro famiglie: io li vedevo, cenavamo insieme, festeggiavamo il Natale. Quello che è successo non torna», ha raccontato Checchinato.

Il legame tra gli amici era nato dieci anni fa tra i banchi di scuola a Carate Brianza e si era consolidato negli anni attraverso viaggi, serate insieme e progetti per il futuro. Lorenzo e Matteo, racconta l’amico, erano conosciuti da tutti con i soprannomi “Ange” e “Giantu”.

«Erano tra le persone più simpatiche, divertenti e complici che conoscessi», ha ricordato. «Matteo era più burlone e aveva una sensibilità straordinaria verso gli amici, Lorenzo aveva un’ironia unica: gli bastavano tre parole per regalare una serata di successo».

Un gruppo rimasto unito anche negli anni dell’università e della crescita personale, con sogni condivisi e promesse scherzose sul futuro. «A soli vent’anni sognavano il futuro, la passione per le auto, la promessa che il primo diventato ricco avrebbe comprato una Porsche a tutti gli altri».

L’ultimo momento felice vissuto insieme risale a poche settimane fa, in occasione della laurea di Lorenzo Angelucci, raggiunta dopo un percorso impegnativo e vissuta come un grande traguardo personale.

In queste ore gli amici si sono stretti attorno alle fidanzate dei due ragazzi, Stefania e Martina, e alle famiglie colpite dalla tragedia. «Abbiamo rimandato le partenze, siamo vicinissimi a loro. In momenti come questo viene fuori l’unità vera: ci si presenta alla porta e ci si stringe come in un’unica grande famiglia».

A ricordare Lorenzo e Matteo anche Alessia Cattaneo, amica storica da oltre dieci anni: «Erano persone buone, altruiste, generose e sempre con il sorriso. Bastava vederle per passare una serata divertente».

Su Lorenzo ha aggiunto: «Per lui e Stefania eravamo convinti che il matrimonio sarebbe stato il passo naturale, si compensavano perfettamente in ogni aspetto. Appena tornati sarebbero partiti per una vacanza a quattro con Matteo e Martina».

Anche il mondo della scuola si è unito al cordoglio. Marina Fumagalli, ex docente di Lorenzo al liceo scientifico delle scienze applicate “Don Gnocchi” di Carate Brianza, lo ha ricordato come «un ragazzo curioso, amante dei viaggi, con un grande senso di responsabilità».

«Rispetto alle difficoltà era molto ostinato in modo nobile: voleva sempre capire e acquisire gli strumenti giusti per superarle», ha raccontato la docente, descrivendolo come un giovane «volenteroso, impegnato e tenace».

Dolore anche dal Collegio Villoresi, che ha espresso vicinanza alla famiglia Gianturco: «L’intera comunità si stringe con affetto e preghiera attorno alla famiglia, affidando i loro cari al Signore Gesù e invocando il dono della consolazione, della speranza e della pace».

Intanto, in Brianza resta il vuoto lasciato da una tragedia che ha cancellato in pochi istanti una parte importante di due famiglie e di una comunità di amici cresciuti insieme.