A Seregno i funerali di Massimo, Elena e Lorenzo, morti in un incidente aereo in Perù durante una vacanza. Commozione in basilica tra familiari, amici e dipendenti dell’azienda di famiglia

Seregno (Monza e Brianza), 29 agosto 2026 – Un migliaio di persone si sono strette oggi attorno alla famiglia Angelucci per l’ultimo saluto a Massimo, alla moglie Elena e al figlio Lorenzo, morti all’inizio del mese in Perù dopo lo schianto dell’aereo da turismo sul quale viaggiavano durante una vacanza.

Con loro, a bordo del velivolo, c’era anche la famiglia Gianturco, amici di una vita, alla quale è stato rivolto un altro commosso addio.

Nella basilica di Seregno si sono ritrovati parenti, amici e colleghi, insieme ai dipendenti della Ima Tecno, l’azienda di famiglia. Presenti anche le Amministrazioni comunali di Seregno, che ha proclamato il lutto cittadino, e Lissone, dove ha sede l’attività.

All’altare erano presenti sei sacerdoti per la concelebrazione. La funzione è stata preceduta dalla lettura di uno scritto di monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, che ha voluto affidare alla fede il dolore per la tragedia, condividendo la speranza che «nel momento dello schianto, Gesù abbia preso per mano Paolo, Cristina Maria, Pietro e Matteo, conducendoli all’abbraccio del Padre della vita».

Durante la celebrazione, don Emanuele Salvioni, responsabile della comunità pastorale di Giussano, ha cercato di dare voce a un dolore difficile da raccontare.

«La morte non è la fine. È mettere le nostre vite nelle mani di chi il passaggio l’ha già fatto. L’amore resta, lo sperimentiamo anche oggi. Un mese di attesa per questo momento ci ha lacerato il cuore».

Il sacerdote ha poi ricordato le tre vittime attraverso i loro tratti personali. Massimo, descritto come «coraggioso, capace, intelligente». Elena, «precisina, innamorata della famiglia, motore di relazioni sociali». E Lorenzo, giovane che «iniziava a gustare la vita, tra la fidanzata, lo studio, la sua serietà e il suo impegno».

Parole che hanno accompagnato una celebrazione segnata dalla commozione e dal silenzio. Al termine della funzione, il suono della tromba e le note del Silenzio hanno accompagnato l’uscita delle bare dalla basilica, mentre la folla si stringeva nel dolore attorno alla famiglia.