Cernobbio, Schlein: «Basta disfattismo sull’Europa». Conte: «No all’escalation militare». Renzi: «Un centrosinistra unito manda a casa il governo»
Ultima giornata del Forum Ambrosetti dedicata alle prospettive dell’Italia. I leader delle opposizioni si confrontano su Europa, difesa, cre...
Ultima giornata del Forum Ambrosetti dedicata alle prospettive dell’Italia. I leader delle opposizioni si confrontano su Europa, difesa, crescita e futuro del centrosinistra
Si chiude a Cernobbio l’ultima giornata del Forum Ambrosetti, dedicata alle prospettive dell’Italia. Al centro della tradizionale sessione riservata alle opposizioni sono finiti il futuro dell’Europa, la politica di difesa, la crescita economica e le possibili prospettive di collaborazione tra le forze del centrosinistra.
La leader del Pd Elly Schlein ha aperto il confronto con un appello a cambiare passo sul progetto europeo: «Basta disfattismo sull’Europa». Secondo Schlein, è necessario superare il principio dell’unanimità nelle decisioni comunitarie.
«Bisogna superare l’unanimità – ha affermato – perché non si riesce a governare neanche un condominio con l’unanimità, figurarsi una comunità che tiene insieme 27 Stati membri diversi».
Schlein: «Serve una vera difesa comune europea»
La segretaria dem ha indicato anche le priorità per rilanciare l’economia italiana, individuando tre direttrici: «accelerare sulla decarbonizzazione per abbattere il costo dell’energia», rilanciare gli investimenti e «migliorare la qualità del lavoro».
Sul tema del riarmo, Schlein ha espresso una posizione favorevole a una maggiore integrazione europea, ma contraria alla corsa agli armamenti condotta separatamente dai singoli Paesi.
«Penso anche io che la strada della corsa al riarmo dei singoli 27 Stati, con i loro eserciti scoordinati non aumenti l’efficienza della spesa militare e non aumenti la deterrenza», ha detto.
Per la leader del Pd, la risposta dovrebbe essere una vera politica comune: «Avere il coraggio di fare un grande salto in avanti nell’integrazione vuol dire anche sviluppare una vera difesa comune, verso un esercito comune».
Conte: «L’Europa non si avvantaggia con l’escalation militare»
Sulla politica estera e sulla difesa, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha ribadito la contrarietà del M5S a un’ulteriore escalation militare europea.
«Ci troviamo tutti sul fatto che l’Europa non si avvantaggia con l’escalation militare che sta drenando moltissime risorse», ha dichiarato Conte.
Secondo l’ex presidente del Consiglio, gli impegni assunti sul fronte della spesa militare sarebbero difficilmente sostenibili: «Meloni lo sa che non possiamo spendere il 5% di bilancio negli armamenti».
Conte ha quindi rilanciato una delle proposte del Movimento: «Sono più determinato che mai» nel voler creare «un fondo sovrano nazionale di sviluppo».
Sul fronte dell’alleanza tra le opposizioni, il leader M5S ha ricordato il lavoro già svolto insieme: «Sul programma abbiamo già lavorato insieme, abbiamo già accumulato proposte significative su politiche del lavoro, ambientali e alcuni elementi importanti come la legge sul conflitto d’interessi».
Renzi: «Se il centrosinistra si mette d’accordo, manda a casa il governo»
A intervenire sul futuro dell’opposizione è stato anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha individuato nella divisione del centrosinistra una delle ragioni della vittoria del centrodestra.
«Penso che Giorgia Meloni abbia tutto l’interesse ad attaccare l’opposizione, ma se Meloni è al governo è perché l’altra volta ci siamo divisi», ha affermato Renzi.
Il leader di Italia Viva ha ricordato il risultato ottenuto da Fratelli d’Italia alle ultime elezioni politiche: «Meloni non ha mai avuto il 40%, nemmeno il 30%, ha preso il 25,9% l’altra volta».
Da qui l’appello a costruire un’intesa tra le forze di opposizione: «Il centrosinistra se si mette d’accordo su dei punti precisi con un contratto alla tedesca – ha sostenuto Renzi – non soltanto manda a casa Urso e Salvini, ma può dare all’Europa l’idea di un’Italia protagonista e che non sia un’Italia che semplicemente si limita a galleggiare».
Europa, difesa, crescita e alleanze politiche sono dunque i principali temi emersi dal confronto di Cernobbio, in una giornata che ha riportato al centro del dibattito anche la prospettiva di un possibile coordinamento programmatico tra le opposizioni.
