Marcallo con Casone, inseguimento per chilometri: arrestato 59enne, denunciato un 25enne
L’auto sospetta non si ferma a Parabiago e forza un secondo posto di blocco a Casorezzo. A bordo trovati cocaina e circa mille euro in conta...
L’auto sospetta non si ferma a Parabiago e forza un secondo posto di blocco a Casorezzo. A bordo trovati cocaina e circa mille euro in contanti
Un inseguimento durato diversi chilometri e sviluppatosi tra alcuni comuni dell’Altomilanese si è concluso con un arresto e una denuncia. I fatti risalgono al pomeriggio di qualche giorno fa, quando, intorno alle 15.30, una pattuglia dei Carabinieri ha intimato l’alt a Parabiago a un’auto con a bordo due persone ritenute sospette.
Il conducente, invece di fermarsi, avrebbe accelerato dando il via alla fuga. I militari si sono messi all’inseguimento della vettura, che durante la fuga avrebbe anche forzato un secondo posto di blocco predisposto a Casorezzo proprio per intercettarla.
La corsa si è conclusa a Marcallo con Casone, dove i Carabinieri sono riusciti a raggiungere e bloccare l’automobile.
Identificati i due occupanti
A bordo della vettura c’erano un cittadino italiano di 59 anni, residente a Cerro Maggiore, e un cittadino marocchino di 25 anni, regolare sul territorio italiano e arrivato in Italia da poco.
Il 59enne, che si trovava alla guida, sarebbe risultato privo di una patente valida, già ritirata in precedenza.
In auto cocaina e mille euro
La successiva perquisizione dell’automobile avrebbe portato al rinvenimento di circa tre grammi di cocaina e quasi mille euro in contanti, somma che, secondo gli investigatori, potrebbe essere riconducibile a un’attività di spaccio.
Il 25enne è stato quindi denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il conducente 59enne è stato invece arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e per il nuovo reato di fuga pericolosa, introdotto con la recente riforma del Codice della strada e che prevede, in determinate circostanze, l’arresto in flagranza.
L’auto, una Bmw Serie 1 intestata a un familiare del 59enne, è stata sottoposta a sequestro.
Obbligo di firma dopo la direttissima
Il 59enne è comparso il giorno successivo davanti al giudice per il processo per direttissima. Al termine dell’udienza è stata disposta nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di firma.
