CAMBIAGO
– Una nube rossastra si è sprigionata nella mattinata di giovedì 15 ottobre dai reparti della Argos di Cambiago, nel Milanese, fuoriuscendo dallo stabilimento di via delle Industrie e facendo scattare le procedure di emergenza.

L’incidente si è verificato intorno alle 10, durante una lavorazione che prevedeva l’impiego di acido nitrico. Secondo una prima ricostruzione, una reazione anomala, accompagnata da un improvviso surriscaldamento del composto, avrebbe provocato un’eccessiva emissione di vapori e la formazione della nube rossastra.

L’azienda, specializzata in trattamenti e rivestimenti superficiali per metalli, materie plastiche e fibra di carbonio, utilizza l’acido nitrico anche per rimuovere il nichel dal ferro.

Evacuati circa 40 lavoratori

L’allarme ha portato all’evacuazione immediata di circa 40 operai, accompagnati nelle aree di raccolta esterne. Quattro dipendenti sono stati sottoposti a controlli sanitari sul posto. Uno di loro avrebbe accusato sintomi riconducibili a una rinite, senza conseguenze gravi secondo le prime informazioni.

La lavorazione interessata dalla fuoriuscita è stata immediatamente interrotta e l’intero stabilimento è stato coinvolto nelle procedure previste dal piano di emergenza.

Le cause dell’incidente e l’esatta dinamica della reazione sono ora al vaglio dei tecnici di Arpa e Ats, impegnati negli accertamenti per valutare l’accaduto e individuare eventuali misure necessarie a prevenire episodi analoghi.

La sindaca: «Il piano di emergenza ha funzionato»

Sul posto è arrivata anche la sindaca di Cambiago, Maria Grazia Mangiagalli, che ha invitato ad attendere gli esiti delle verifiche tecniche.

«Aspettiamo la relazione tecnica. Non ci sono feriti, il gruppo è presente sul nostro territorio dal 1969 e non si sono mai verificati problemi», ha dichiarato la prima cittadina.

La sindaca ha inoltre sottolineato l’efficacia delle procedure adottate: «Il piano di emergenza ha funzionato perfettamente, i lavoratori si sono allontanati dai reparti e messi al sicuro con grande rapidità».

Saranno ora le verifiche degli enti competenti a chiarire le cause della reazione anomala e a stabilire se siano necessarie ulteriori misure di sicurezza.