Alessia Pifferi, nuova perizia: “Era pienamente capace di intendere e volere”
MILANO – Alessia Pifferi, la 40enne condannata all’ergastolo in primo grado per l’omicidio volontario aggravato della figlia Diana , lascia...
MILANO – Alessia Pifferi, la 40enne condannata all’ergastolo in primo grado per l’omicidio volontario aggravato della figlia Diana, lasciata morire di stenti nel luglio 2022, era pienamente capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Lo ha stabilito la nuova perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano, confermando quanto già accertato nel primo processo.
Il collegio peritale, composto dallo psichiatra Giacomo Francesco Filippini, dalla neuropsicologa Nadia Bolognini e dal neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni, ha escluso qualsiasi vizio di mente, sottolineando che la donna era in grado di pianificare le proprie azioni, comprendere i rapporti causa-effetto e prevedere le conseguenze dell’abbandono della bambina.
Le conclusioni degli esperti
Dalla relazione emerge che Pifferi presenta un disturbo del neurosviluppo riconducibile a una sorta di immaturità affettiva, una condizione che non ha però compromesso la capacità di intendere e volere né al momento dei fatti, né in precedenti episodi di abbandono. La cosiddetta “disconnessione della mente” riferita dalla donna ai periti non ha alcuna valenza psichiatrica:
“Riguarda il suo essere madre – scrivono i periti – ma non configura un vizio di mente”.
La donna, aggiungono gli esperti, ha mantenuto un ricordo dettagliato e partecipato della vicenda, a riprova della consapevolezza delle proprie azioni.
La reazione della famiglia
Soddisfazione da parte della zia e della nonna di Diana, parti civili al processo. Il loro avvocato, Emanuele De Mitri, ha dichiarato:
“La perizia conferma che si tratta di una persona assolutamente consapevole delle proprie azioni, non affetta da alcun disturbo invalidante. Solo presuntuosa e arrogante nel comportamento quotidiano”.
Secondo la famiglia, questo accertamento ribadisce la responsabilità piena della donna nella tragica morte della piccola.
La difesa
La legale di Pifferi, Alessia Pontenani, attende ora la valutazione del proprio consulente, il professor Pietrini, sottolineando che nella relazione emergono comunque “fragilità intellettive e problemi mnemonici” della sua assistita.
