Milano – La proposta del ministro Matteo Salvini di destinare 420 milioni di euro, inizialmente previsti per il prolungamento della linea M4 fino a Segrate, al prolungamento della M5 verso Monza ha riacceso le tensioni politiche in Lombardia. Sul tavolo ci sono due opere considerate cruciali per la mobilità dell’area metropolitana milanese, ma con risorse limitate solo una può avanzare rapidamente.

La questione è emersa ieri in occasione della presentazione del Gran Premio di Formula 1 all’Autodromo di Monza. Regione Lombardia, attraverso l’assessora alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi, si è allineata alle dichiarazioni del governatore Attilio Fontana. Secondo Fontana, durante un incontro di luglio il sindaco di Segrate, Paolo Micheli, avrebbe dato il proprio assenso allo spostamento delle risorse. Terzi ha confermato che “lo stato di avanzamento della M5 verso Monza è l’unico a consentire l’avvio della fase di gara in tempi rapidi. Il finanziamento integrale è necessario e non più rinviabile”.

Diversa la situazione della M4 verso Segrate, che “manca di copertura finanziaria, registra ritardi e presenta complessità legate ai progetti della Porta Est di Milano”. L’assessora ha comunque sottolineato che entrambe le opere sono strategiche, ma la disponibilità limitata di risorse richiede scelte prioritarie.

Sul tavolo rimane centrale il ruolo del Comune di Milano. “Saranno i territori e i sindaci a decidere – ha aggiunto Terzi –. Il sindaco Sala ha un doppio ruolo: come primo cittadino di Milano, proponente dei progetti, e come sindaco della Città Metropolitana. La Regione si atterrà alle decisioni degli enti locali”.

Intanto si consuma lo scontro politico tra consiglieri regionali. Pierfrancesco Majorino (Pd) ha accusato Salvini di “fare il gioco delle tre carte”, sostenendo il sindaco Micheli. “Togliere risorse alla M4 significa dire che di due progetti ne va avanti solo uno”, ha affermato. La replica dei consiglieri brianzoli di maggioranza non si è fatta attendere. Martina Sassoli (Noi Moderati) ha sottolineato che l’opera della M5, pur meritevole, è l’unica pronta a partire, mentre Alessandro Corbetta (Lega) ha precisato che “non c’è guerra tra territori, ma la volontà di accelerare dove le condizioni tecniche lo consentono” e ha aggiunto: “Con i ragionamenti di Majorino non parte né l’una né l’altra opera”.

La partita sui 420 milioni rimane quindi aperta, con Segrate e Monza al centro di un acceso dibattito politico e tecnico per decidere quale metropolitana avrà priorità.