Parigi, 1 novembre 2025 – Novità nelle indagini sul furto al Louvre del 19 ottobre scorso. Una donna di 38 anni, residente a La Courneuve (Seine-Saint-Denis), arrestata nei giorni scorsi insieme ad altri quattro sospettati, è stata formalmente incriminata come complice in furto organizzato e associazione a delinquere finalizzata alla commissione di un reato. Un giudice del tribunale di Parigi ha disposto per lei la custodia cautelare.

L’avvocato della donna, Adrien Sorrentino, ha dichiarato che la sua assistita nega con forza le accuse e che è devastata dall’incriminazione: "Si tratta di un colpo spettacolare, e la decisione presa oggi è altrettanto spettacolare: una giovane donna è stata incarcerata pur essendo presunta innocente".

Gli arresti degli scorsi giorni hanno coinvolto cinque persone in totale. Uno degli uomini arrestati è stato identificato grazie a prove del DNA, mentre gli altri quattro potrebbero fornire informazioni su come si sono svolti i fatti. I cinque sospettati sono stati fermati in diverse località di Parigi e della regione parigina, tra cui Aubervilliers, nella Seine-Saint-Denis. Nonostante le perquisizioni, gli otto gioielli della corona francese, del valore di 88 milioni di euro, non sono ancora stati recuperati.

Due dei cinque arrestati sono stati formalmente incriminati, tra cui la donna di 38 anni, mentre gli altri tre sono stati rilasciati.

Tra gli altri sospettati figurano due uomini originari di Seine-Saint-Denis, già noti alla polizia per precedenti furti. Il primo, 34 anni, di nazionalità algerina, viveva ad Aubervilliers ed era già stato condannato per furto. Il secondo, 39 anni, ex tassista e fattorino, era sotto sorveglianza giudiziaria per una rapina aggravata. Entrambi sono stati rintracciati grazie alle tracce di DNA rilevate su oggetti recuperati dopo la fuga.

Le indagini continuano, con perquisizioni e udienze che mirano a far luce sulla dinamica del colpo e al recupero del bottino.