Proseguono le ricerche di Marco Di Marcello e Markus Kirchler. La Farnesina: “Scarse possibilità di sopravvivenza”

Kathmandu (Nepal), 6 novembre 2025 – Arrivano finalmente notizie rassicuranti dai cinque escursionisti italiani di cui non si avevano contatti da giorni e che erano stati inizialmente dati per dispersi in Nepal. I connazionali hanno fatto sapere di stare bene e di voler proseguire il loro programma di viaggio, con rientro previsto a Kathmandu sabato 8 novembre, come reso noto dalla Farnesina.

Il gruppo, originario della provincia di Como, è riuscito a mettersi in contatto con le agenzie di riferimento, una milanese e una nepalese, dopo diversi giorni di silenzio dovuti a condizioni meteo e di rete particolarmente difficili.

Ancora dispersi due alpinisti italiani

Non altrettanto incoraggianti le notizie riguardanti Marco Di Marcello e Markus Kirchler, che risultano ancora dispersi. Le ricerche, sospese nelle ultime ore a causa del maltempo, sono riprese con la partecipazione della squadra di soccorso AviaMEA–Evk2CNR, in cui opera anche la guida alpina Michele Cucchi.

Le operazioni, dirette da Manuel Munari, capo di AviaMEA e istruttore pilota, si stanno concentrando nell’area dello Yalung Ri, con l’impiego di due elicotteri – uno della Simrik Air e uno della Eli Everest – in coordinamento con la Farnesina e il Consolato italiano a Kathmandu. Il Ministero degli Esteri ha parlato di “scarse possibilità di sopravvivenza” per i due alpinisti.

Tre italiani morti nelle spedizioni in Himalaya

Sono invece tre gli italiani di cui è stata confermata la morte: Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco.

Caputo e Farronato facevano parte di una spedizione partita il 7 ottobre per scalare il Panbari (oltre 6.900 metri), di cui si erano perse le tracce il 31 ottobre, dopo una violenta nevicata che li aveva bloccati al Campo 1, a circa 5.000 metri di quota. Un terzo alpinista, Valter Perlino, si è salvato solo perché costretto a rinunciare alla salita per motivi fisici: è stato lui a dare l’allarme e a essere recuperato dai soccorsi.

Paolo Cocco, invece, faceva parte di un’altra spedizione – la stessa di Di Marcello e Kirchler – impegnata nella scalata del Dolma Khang, una vetta di 6.300 metri molto frequentata dagli escursionisti per la spettacolare vista sull’Everest. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati travolti da una valanga mentre si preparavano all’ascesa