Monza, 27 novembre 2025 – La Procura di Monza ha chiesto oggi condanne per i protagonisti del processo sulle presunte tangenti legate alle protesi ortopediche Ceraver.

Per il luminare della chirurgia ortopedica Claudio Manzini, in servizio alla clinica Zucchi di Monza, la pm Manuela Massenz ha chiesto 4 anni e 3 mesi per corruzione, per aver messo sé e il suo staff a disposizione di medici di base compiacenti anche fuori dalla Lombardia per il reclutamento di nuovi pazienti. L’accusa di corruzione «nell’esercizio di una funzione» relativa all’uso delle protesi, secondo l’accusa, è stata cancellata dalla prescrizione, poiché le protesi sarebbero state utilizzate solo se effettivamente necessarie.

Per Marco Camnasio, ex responsabile commerciale Ceraver per la Lombardia, la pm ha chiesto 9 anni e 8 mesi per corruzione legata ai dispositivi medici per ginocchio e anca della società francese, mentre tre dirigenti della stessa società rischiano 4 anni e 9 mesi e 4 anni e 7 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, le protesi sarebbero state “piazzate” dai chirurghi in cambio di denaro, cene e viaggi.

I patteggiamenti
Per questa vicenda, i chirurghi ortopedici del Policlinico di Monza, Marco Valadè e Fabio Bestetti, insieme al responsabile commerciale Ceraver per l’Italia, Denis Panìco, hanno già patteggiato pene tra 2 anni e 8 mesi e 3 anni e 4 mesi.

Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza di Milano, coordinata dalla procuratrice aggiunta Manuela Massenz. Nel processo si sono costituiti parte civile il Policlinico di Monza, che ha chiesto 2 milioni di euro di risarcimento in solido agli imputati, escluso Manzini, e una provvisionale di mezzo milione, e l’Ordine provinciale dei medici, che ha richiesto 40mila euro di provvisionale.

Il processo riprenderà a gennaio con le arringhe dei difensori degli imputati.