Arese (Milano), 9 febbraio 2026 – Ossessionato dalla gelosia, controllava e maltrattava la compagna, arrivando a colpirla con una lampada e a minacciarla con una pistola. Violenze fisiche e psicologiche ripetute, isolamento forzato e controllo costante del telefono: è il quadro emerso dalle indagini che hanno portato all’arresto, lo scorso 5 febbraio, di un italiano di 39 anni residente ad Arese con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati.

Una lunga storia di abusi
La vicenda andava avanti da mesi ma la vittima, una donna di 38 anni, non aveva mai trovato il coraggio di denunciare. Le indagini sono partite il 27 gennaio dopo la denuncia di scomparsa presentata ai carabinieri di Bresso dalla madre della donna, preoccupata perché non aveva sue notizie da giorni. L’uomo, già con precedenti per stupefacenti e per episodi di violenza ai danni di una ex compagna, è stato trasferito nel carcere di San Vittore.

L’ordinanza di arresto è stata firmata dal gip di Milano Marta Pollicino che, per la prima volta dopo l’introduzione del reato di femminicidio, ha riconosciuto la nuova aggravante prevista quando i fatti sono commessi come atti di controllo, possesso e dominio, con limitazione delle libertà individuali della donna.

L’ultimo episodio e la denuncia
La relazione tra i due era iniziata a fine ottobre e, secondo quanto ricostruito dai militari, fin da subito l’uomo avrebbe manifestato comportamenti aggressivi e ossessivi: scatti d’ira per telefonate o messaggi ricevuti dalla compagna, insulti, minacce ai familiari e aggressioni fisiche. L’episodio più grave risale al 31 gennaio, quando l’avrebbe gettata a terra, presa per la testa, sbattuta contro il muro e minacciata con una pistola softair.

La donna si è presentata più volte alla caserma dei carabinieri. Solo alla terza convocazione ha trovato la forza di raccontare tutto e formalizzare la denuncia. Successivamente si è trasferita dalla madre e ha autorizzato l’uso del dispositivo di protezione “mobile angel”, mai attivato perché nel frattempo è arrivata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il trentanovenne. La sua posizione resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.