Brescia - Quattro persone sono state sottoposte a divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa e ricoprire cariche direttive per un massimo di 12 mesi, a seguito delle indagini su una gestione illecita di rifiuti nel Bresciano. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura, a seguito del sequestro preventivo dell’intero impianto di biogas in via Pontoglio a Chiari (BS) effettuato lo scorso 4 febbraio dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale.

Accuse e operazioni

Gli indagati sono accusati in concorso di attività organizzate per traffico illecito di rifiuti, falso in atto pubblico, smaltimento illecito e impedimento al controllo.

Secondo le indagini, l’azienda avrebbe mantenuto inattivo dolosamente l’impianto di abbattimento dell’azoto, riducendo i costi di gestione, ma causando la gestione abusiva di oltre 209.000 metri cubi di rifiuti liquidi dal 2021 al 2024.

Modalità illecite

I rifiuti, con un carico inquinante di azoto fino al 400% oltre i limiti di legge, sarebbero stati sparsi su oltre 400 ettari di terreni in otto comuni tra le province di Brescia e Bergamo oppure sversati di notte in alcuni casi direttamente nei canali irrigui, documentato dai militari.

Il GIP ha sottolineato il pericolo concreto di reiterazione dei reati ambientali, motivo per cui sono state adottate le misure personali contro i quattro indagati.

Conseguenze

L’operazione ha già comportato il sequestro preventivo dell’impianto e il sequestro per equivalente del profitto del reato, stimato in oltre 1,2 milioni di euro.

Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità ulteriori e individuare altri eventuali illeciti legati alla gestione dei rifiuti.