Brescia, 18 febbraio 2026 – In provincia di Brescia è emerso un presunto sistema di gestione illecita di rifiuti contenenti amianto, derivanti dalla demolizione di un ampio complesso industriale dismesso. I materiali sarebbero stati abbandonati o rimessi in circolazione mischiati ad altri scarti, secondo quanto accertato dagli investigatori.

Indagato un imprenditore della Valtrompia
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Donato Greco, vede indagato un imprenditore della Valtrompia per gestione illecita di rifiuti e abbandono. Perquisizioni e sequestri sono stati effettuati dalla Guardia di Finanza e dal Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia in diverse aree della Bassa Bresciana e dell’Alta Valtrompia.

Dettagli dell’inchiesta
Al centro delle indagini c’è un’impresa della Val Trompia che, secondo gli accertamenti, avrebbe trattato senza autorizzazione migliaia di metri cubi di materiale contenente amianto, sottoponendolo a frantumazione meccanica e trasportandolo senza i necessari titoli e documenti.

Il caso del calcestruzzo
Le operazioni coinvolgerebbero almeno cinque siti tra cantieri edili, aree boschive e un impianto di produzione di calcestruzzo. In quest’ultimo caso, i rifiuti contaminati potrebbero essere stati immessi nel ciclo produttivo, con conseguente rischio di diffusione dell’amianto nella filiera commerciale.

Rischi per la salute pubblica e per l’ambiente
Gli investigatori segnalano che la frantumazione del materiale avrebbe favorito la dispersione di fibre aerodisperse, potenzialmente pericolose per la salute pubblica e l’ambiente. Il vantaggio economico stimato per l’impresa ammonterebbe a circa 250 mila euro. Si attendono ora i risultati delle analisi di Arpa Lombardia per quantificare i rischi effettivi.