Mantova – Aveva una carta d’identità elettronica apparentemente regolare, ma priva del suo elemento fondamentale: il microchip. La scoperta è stata fatta dai carabinieri di Mantova durante un controllo cittadino, che hanno denunciato un 33enne italiano pregiudicato per falsità materiale commessa da privato.

La scoperta della manomissione
I militari hanno accertato che il microchip della CIE, contenente dati personali e biometrici come fotografia e impronte digitali, era stato asportato con precisione. Il documento è stato sequestrato immediatamente, perché la rimozione del chip compromette la genuinità e la funzione principale della carta, rendendola inutilizzabile per l’identificazione digitale.

Un fenomeno in crescita
Non si tratta di un caso isolato: negli ultimi mesi in varie zone d’Italia sono emersi episodi simili, legati a possibili frodi o utilizzi illeciti nei servizi digitali, dove il chip è essenziale per autenticazione e accesso ai servizi della Pubblica amministrazione e privati convenzionati.

Sicurezza e procedimenti legali
Ogni alterazione della CIE è penalmente rilevante. Il procedimento nei confronti del 33enne è attualmente nelle fasi preliminari, mentre i controlli sul territorio proseguono per prevenire ulteriori frodi e garantire la sicurezza dei sistemi digitali.