Monza, 18 febbraio 2026 – Si chiude con tre condanne fino a 4 anni e mezzo, un’assoluzione piena e diverse prescrizioni il quarto troncone del processo legato all’inchiesta “Pharmatraffic”, che ha sgominato un’organizzazione criminale dedita al riciclaggio e al traffico internazionale di farmaci ospedalieri rubati, destinati alla cura del cancro e di malattie rare.

Secondo la Procura di Monza, si trattava della prima rete criminale in Italia specializzata nel sottrarre medicinali dai grossisti o durante le consegne negli ospedali, per poi rivenderli all’estero.

Alla sbarra erano rimasti otto imputati, tra cui corrieri dei medicinali, alcuni latitanti, e società imputate come persone giuridiche, tra cui la monzese Equi-Farma. I titolari della società, i fratelli Rigamonti, hanno patteggiato la pena. I giudici hanno confermato le condanne richieste dalla pm Franca Macchia, che aveva chiesto dai 2 ai 4 anni e mezzo di reclusione, e hanno riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni a Roche e Novartis, costituite parti civili, disponendo a loro favore una provvisionale di 10mila euro ciascuna.

Il percorso giudiziario era iniziato nel 2015 con 19 ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri del Nucleo anti-sofisticazioni di Milano, con accuse di associazione a delinquere finalizzata a ricettazione, riciclaggio e commercio internazionale di farmaci rubati. Oltre a questi reati, gli imputati erano accusati anche di commercio di medicinali guasti, perché spesso conservati in condizioni non idonee per farmaci a temperatura controllata.

I sequestri avevano riguardato medicinali per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro e beni per equivalente per 23 milioni di euro, ritenuti pari al danno complessivo arrecato al servizio sanitario nazionale e all’Erario.

L’inchiesta, partita da Monza nel 2011 dopo la denuncia di una società di trasporti per la sottrazione di 327 confezioni su 1.000 di farmaci per una malattia rara, aveva permesso di rintracciare i medicinali rubati in Germania e di risalire fino alla Equi-Farma, smantellando una rete criminale diffusa in Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Calabria e Sicilia.