Milano - Sono stati trasferiti a incarichi non operativi, in sedi diverse dal commissariato di Mecenate, i quattro agenti della Polizia di Stato indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo coinvolto nell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio nel “boschetto” di Rogoredo, alle porte di Milano. Il trasferimento è stato disposto dal questore di Milano, Bruno Megale, e riguarda esclusivamente incarichi non operativi.

Intanto, Cinturrino resta in carcere, come disposto dal Gip del capoluogo lombardo, Domenico Santoro. In una lettera consegnata al suo legale, l’avvocato Piero Porciani, Cinturrino si scusa per l’accaduto: “Vorrei scusarmi con tutti per quello che è successo. Credetemi, ho avuto paura, prima che quel ragazzo mi colpisse, poi dopo aver sparato, delle conseguenze del mio gesto. Quel ragazzo doveva essere in prigione e non morto. Mi dispiace anche per la sua famiglia. Sono triste e pentito per ciò che ho fatto, ma mi sono sentito disperato”.

Nella missiva, scritta in stampatello, l’assistente capo sottolinea di aver sempre operato come servitore dello Stato, onesto e apprezzato dai colleghi, con encomi e assenza di sanzioni disciplinari. Conclude chiedendo scusa: “Perdonatemi, pagherò per il mio errore”.

La famiglia di Mansouri, tramite gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, ha respinto le scuse, definendo l’omicidio e la messinscena “orribili, non un errore”. Hanno sottolineato che se le accuse venissero confermate, Cinturrino avrebbe dovuto essere arrestato molto tempo prima, non solo per l’omicidio di Abderrahim.

Dall’inchiesta emergono ulteriori dettagli: Cinturrino avrebbe premuto il grilletto spinto dalla paura e, realizzate le conseguenze, avrebbe inquinato la scena del crimine. Durante l’interrogatorio del 24 febbraio, ha tentato di invocare la legittima difesa, ma non ha potuto negare la messa in scena, tra cui la borsa contenente la finta Beretta richiesta a un collega per simulare gli eventi.