Brescia - Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato “Carmine” di Brescia hanno denunciato alla Procura della Repubblica due persone accusate di aver utilizzato ricette mediche false per acquistare farmaci ansiolitici e anticonvulsivanti. Si tratta di una 42enne bresciana residente in provincia e di un cittadino tunisino di 34 anni irregolare sul territorio nazionale, entrambi senza fissa dimora e con numerosi precedenti penali e di polizia.

L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa mirata a individuare chi utilizzasse ricette falsificate o impropriamente impiegate per l’acquisto di medicinali. I poliziotti hanno fermato i due nei pressi di una farmacia del centro cittadino mentre tentavano di acquistare alcune confezioni di un farmaco neuropatico.

Bloccati all’uscita dell’esercizio, i due hanno tentato di nascondere alcune ricette mediche in una siepe. Alla richiesta degli agenti di spiegare la provenienza dei documenti hanno dichiarato di averli trovati a terra, senza però saper indicare dove e quando. I poliziotti hanno quindi sequestrato le ricette, due confezioni del farmaco e lo scontrino d’acquisto.

Dagli accertamenti successivi è emerso che le ricette riportavano il timbro di un ospedale cittadino e la firma di un medico che aveva già denunciato l’uso improprio della propria firma su numerose prescrizioni mediche utilizzate da persone sconosciute. Inoltre è stato accertato che quei moduli erano stati denunciati come smarriti da un cittadino nel mese di ottobre.

I due sono stati condotti negli uffici della Questura di Brescia e denunciati per uso di atti falsi in concorso.

Il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha disposto nei confronti della donna la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Brescia per due anni. In caso di violazione del provvedimento rischia fino a un anno e mezzo di reclusione e una multa di 10mila euro.

Per il cittadino tunisino, irregolare sul territorio nazionale, è stato invece disposto un ordine di allontanamento finalizzato alla successiva espulsione dall’Italia con accompagnamento nel Paese di origine.