Milano - Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire “secondo per secondo” la dinamica del deragliamento del tram avvenuto il 27 febbraio a Milano, che ha provocato due morti e circa cinquanta feriti. La Procura sta analizzando i tabulati telefonici del tranviere alla guida per verificare se vi siano stati contatti che possano averlo distratto nei momenti immediatamente precedenti l’incidente, lungo il tratto che va da piazza della Repubblica fino alla fermata saltata in viale Vittorio Veneto e allo schianto contro un palazzo in via Lazzaretto.

Analisi sul telefono

Dalle verifiche effettuate dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Benedetto Tusa e Mirko Mazzali, non risultano chiamate o contatti telefonici immediatamente prima del deragliamento. È stata registrata una sola chiamata a un collega, un ispettore controllore di esercizio di superficie, ma effettuata sei minuti prima dell’incidente. “Al momento dell’impatto posso escludere che fosse al telefono”, ha confermato l’avvocato Mazzali.

Le indagini della Procura e della Polizia locale puntano a collocare con precisione quel contatto telefonico in una timeline “secondo per secondo” per capire se possa avere avuto un ruolo nel mancato rispetto della fermata e nella deviazione dei binari.

Ipotesi investigative

L’autista ha dichiarato di aver perso il controllo del mezzo a causa di un malore improvviso, una sincope vasovagale provocata da un trauma all’alluce del piede sinistro, subito mentre aiutava a salire un disabile in carrozzina all’inizio del turno. Tuttavia, gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi di distrazione, senza escludere altre cause, tra cui guasti tecnici. A tal fine saranno disposti accertamenti sulla scatola nera del tram e una consulenza cinematica per ricostruire con precisione l’incidente.