Milano – Si chiude definitivamente il procedimento che ha coinvolto Leonardo Apache La Russa, figlio terzogenito del presidente del Senato Ignazio La Russa, inizialmente accusato di violenza sessuale e successivamente di diffusione illecita di immagini a contenuto sessuale.

Il Tribunale di Milano ha disposto il proscioglimento del giovane anche dall’ipotesi di “revenge porn”, chiudendo così la vicenda giudiziaria. L’inchiesta era nata dalla denuncia di una ragazza, ex compagna di liceo dell’imputato, relativa a una serata iniziata in una discoteca milanese e proseguita nell’abitazione della famiglia La Russa, durante la quale era presente anche Tommaso Gilardoni.

In un primo momento i due erano stati indagati per violenza sessuale, accusa poi archiviata. Successivamente il procedimento si era concentrato sull’invio e la circolazione di un video intimo che ritraeva la giovane senza consenso.

La giudice per l’udienza preliminare Maria Beatrice Parati ha ritenuto congrua l’offerta risarcitoria di 25mila euro da parte di La Russa junior, evidenziando lo “spontaneo adempimento risarcitorio” e il comportamento successivo dell’imputato, che aveva manifestato dispiacere per quanto accaduto.

La sentenza ha dichiarato il reato estinto e disposto il “non doversi procedere”. Diversa la posizione di Gilardoni, che aveva scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a un anno con pena sospesa per diffusione illecita di immagini senza consenso.

Non è stato presentato ricorso contro la decisione, che diventa quindi definitiva.