Maldive, mistero sulla morte dei cinque italiani: indagini, rogatoria e attesa per gli esami tossicologici
Roma - Proseguono le indagini sulla morte dei cinque cittadini italiani deceduti durante un’immersione alle Maldive. La Procura di Roma ha i...
Roma - Proseguono le indagini sulla morte dei cinque cittadini italiani deceduti durante un’immersione alle Maldive. La Procura di Roma ha inviato alle autorità locali una anticipazione di rogatoria internazionale per avviare la cooperazione giudiziaria e ottenere atti, documentazione e l’attrezzatura utilizzata durante l’escursione subacquea poi risultata fatale.
Tra le richieste avanzate dagli inquirenti figura anche la possibile acquisizione della videocamera GoPro utilizzata dal gruppo e ritrovata all’interno della grotta sottomarina in cui si è consumata la tragedia. L’inchiesta, al momento, procede con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.
Parallelamente, si sono concluse all’ospedale di Gallarate le autopsie disposte dalla Procura sui corpi delle vittime, tra cui la professoressa dell’Università di Genova Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal e la ricercatrice Muriel Oddeino.
Secondo quanto riferito dal legale che assiste una delle famiglie, l’esame autoptico non avrebbe chiarito in modo definitivo le cause del decesso, non essendo stati riscontrati traumi evidenti. Saranno quindi determinanti i risultati degli esami tossicologici, attesi nei prossimi giorni, per comprendere se possano esserci stati problemi legati alla respirazione o eventuali anomalie nella miscela d’aria delle bombole.
Gli inquirenti non escludono diverse ipotesi, tra cui eventuali errori nella preparazione dell’attrezzatura o una possibile mancanza di ossigeno durante l’immersione. I risultati degli approfondimenti saranno fondamentali per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.
Nel frattempo, la Procura ha concesso il nullaosta per i funerali. Le salme di due delle vittime sono attese a Genova, mentre le esequie non sono ancora state fissate. Restano inoltre in corso le verifiche sugli effetti personali del gruppo: sono stati restituiti alcuni beni, ma non l’attrezzatura tecnica né i dispositivi elettronici, che potrebbero fornire elementi utili alle indagini.