Brescia - La Procura di Brescia ha chiesto complessivamente oltre 172 anni di reclusione nei confronti di otto cittadini indiani imputati per l’omicidio di un connazionale avvenuto alla vigilia di Natale del 2023. Il caso è al centro del processo in corso davanti alla Corte d’Assise e riguarda un’aggressione che, secondo l’accusa, sarebbe stata pianificata come una vera e propria spedizione punitiva maturata in un contesto di conflitti lavorativi.

La vittima, Ranjit Singh, 51 anni, fu aggredita nel parcheggio di via Milano a Brescia, dove venne pestata e successivamente accoltellata. L’episodio, secondo la ricostruzione del pubblico ministero, non sarebbe stato un fatto improvvisato ma l’esito di un piano orchestrato per regolare conti interni legati a precedenti contrasti tra la vittima e il suo ex datore di lavoro, un imprenditore attivo nel settore delle costruzioni.

Nel corso della requisitoria, l’accusa ha sostenuto che il gruppo avrebbe agito con un obiettivo comune, sottolineando come la morte della vittima fosse un esito prevedibile della violenza messa in atto. Pur rinunciando a contestare l’aggravante della crudeltà, la Procura ha invece richiesto il riconoscimento della premeditazione per una parte degli imputati.

Le richieste di pena più elevate riguardano i presunti esecutori materiali dell’agguato, mentre per l’uomo indicato come ideatore dell’azione è stata avanzata una richiesta di condanna a 25 anni di reclusione. Pene più contenute sono state invece sollecitate per gli imputati che avrebbero avuto ruoli secondari nella fase organizzativa o esecutiva dell’aggressione.

Il procedimento proseguirà ora con le fasi successive del dibattimento, mentre la Corte d’Assise sarà chiamata a valutare la ricostruzione dell’accusa e le posizioni delle difese prima della sentenza.