Roma - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso atto del parere favorevole espresso dalla Procura Generale di Milano in merito alla grazia concessa a Nicole Minetti. La decisione, si legge in una nota del Quirinale, è arrivata dopo ulteriori accertamenti richiesti dal Capo dello Stato al Ministero della Giustizia a seguito di notizie di stampa.

Il Quirinale ha ringraziato il Ministero per aver disposto rapidamente le verifiche, chiarendo che dagli approfondimenti svolti “non sono emersi elementi in contrasto con il quadro probatorio già acquisito” e che le informazioni oggetto delle verifiche “non corrispondono al vero”.

La Procura Generale di Milano, con una nota diffusa dalla procuratrice Francesca Nanni, ha confermato l’esito degli accertamenti svolti anche tramite organismi di polizia italiani e Interpol, evidenziando l’assenza di elementi tali da esprimere un parere contrario alla concessione della grazia.

Il Quirinale ha inoltre ribadito che il presidente della Repubblica concede le grazie secondo una prassi consolidata, sulla base dei pareri degli organi giudiziari competenti, senza condizionamenti esterni e nel rispetto delle procedure ordinarie. È stato sottolineato anche che non vi è stata alcuna “inconsueta segretezza”, poiché in molti casi analoghi non vengono diffusi comunicati ufficiali per la presenza di dati sensibili.

Il decreto di grazia era stato firmato il 18 febbraio 2026, mentre la notizia era emersa sulla stampa nei mesi successivi. Il provvedimento riguarda due condanne: una per favoreggiamento della prostituzione e una per peculato legato ai rimborsi quando Minetti era consigliera regionale in Lombardia.

Gli accertamenti erano stati avviati in seguito a dubbi sollevati da un’inchiesta giornalistica sull’autenticità di alcuni documenti relativi alla vicenda familiare dell’ex consigliera regionale.