Lecco - Una targa e una corona di fiori nel centro di Lecco ricordano il punto esatto in cui, il 8 giugno 1983, venne ucciso il maresciallo capo della Guardia di Finanza Francesco Centrone, riconosciuto vittima del dovere.

La commemorazione si è svolta questa mattina in corso Promessi Sposi, all’altezza del civico 36, nel luogo in cui il sottufficiale perse la vita durante un intervento armato.

La dinamica dell’uccisione

Il maresciallo Centrone, allora non ancora in servizio e in abiti civili, stava andando al lavoro quando udì delle esplosioni e si rese conto che si trattava di colpi d’arma da fuoco.

Senza esitazione si diresse verso la zona da cui provenivano gli spari, dove alcuni malviventi stavano aprendo il fuoco nel corso di una rapina per garantirsi la fuga, ingaggiando uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine.

In quel contesto caotico, con la presenza di passanti e civili, il maresciallo si frappose per proteggere le persone presenti, cercando di metterle al riparo. Durante l’azione venne colpito da un proiettile vagante che gli fu fatale.

Il ricordo e la cerimonia

A 43 anni dall’episodio, la città e le istituzioni hanno reso omaggio alla sua memoria con una cerimonia semplice ma partecipata.

Alla commemorazione erano presenti autorità civili e militari, tra cui il prefetto Paolo Ponta, il presidente della Provincia Alessandra Hofmann, il questore Stefania Marrazzo, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni d’arma.

Una corona è stata deposta davanti alla targa commemorativa dai finanzieri lecchesi e dal comandante provinciale della Guardia di finanza, a testimonianza del legame tra il territorio e il sacrificio del sottufficiale.

Un simbolo del dovere

Francesco Centrone è ricordato come esempio di dedizione al servizio e senso del dovere. A lui è intitolata anche la caserma della Guardia di finanza di Lecco, punto di riferimento per le attività del corpo sul territorio.