Sesto San Giovanni: chiesta la condanna a 7 anni per l’uomo che violentò due adolescenti
Sesto San Giovanni (Milano), 23 giugno 2026 – Una richiesta di condanna che riapre una ferita profonda per la comunità e, soprattutto, per l...
Sesto San Giovanni (Milano), 23 giugno 2026 – Una richiesta di condanna che riapre una ferita profonda per la comunità e, soprattutto, per le due giovanissime vittime. La Procura di Monza ha chiesto 7 anni di reclusione per Gabriele Picciulli, il 40enne accusato di aver sequestrato e violentato due amiche di 15 e 16 anni nell’agosto dello scorso anno.
Il processo, celebrato con rito abbreviato davanti alla gup del Tribunale di Monza, Elena Sechi, vede l'imputato — originario di Aversa e attualmente detenuto nel carcere di Pavia — rispondere di accuse gravissime. Durante l'udienza, le due adolescenti si sono costituite parti civili attraverso i propri genitori, richiedendo il risarcimento dei danni subiti.
Una vicenda drammatica
I fatti risalgono a una sera d'agosto. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le due ragazze si trovavano in un parco con i genitori quando, intorno alle 21.30, hanno deciso di tornare a casa da sole. L'imputato le ha pedinate fino alla palazzina in cui abita la sedicenne, riuscendo a seguirle all'interno del portone e nell'ascensore.
Una volta giunto sul pianerottolo, l'uomo ha estratto un cacciavite, minacciando le vittime e costringendole a entrare in casa. Qui, le due amiche sono state legate con fascette da elettricista e obbligate a ingerire alcolici, preludio a venti interminabili minuti di violenza sessuale. Prima di fuggire, l'uomo ha rubato i cellulari delle ragazze e alcuni oggetti di valore.
L’arresto e la reazione in aula
L'allarme al 112 è scattato immediatamente al rientro dei genitori. I Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni sono riusciti a localizzare il fuggitivo in brevissimo tempo grazie al segnale dell'app “Trova il mio iPhone”, rintracciandolo in via dei Partigiani, a Cinisello Balsamo. Al momento del fermo, l'uomo — trovato ubriaco e in possesso della refurtiva e del cacciavite — ha opposto resistenza, aggredendo i militari e danneggiando l'auto di servizio con calci e testate.
Il dibattito processuale si è acceso quando la Procura ha chiesto di applicare le attenuanti generiche come equivalenti alle aggravanti, in virtù di una lettera di scuse inviata dall'imputato alle vittime. Una richiesta che ha provocato la dura opposizione delle parti civili. La decisione della giudice è attesa per il mese di luglio.
