Milano - È morto a 66 anni Franco Baresi, storico capitano del Milan e della Nazionale italiana e considerato uno dei più grandi difensori della storia del calcio. La notizia, diffusa nella mattinata di oggi, 31 luglio, è stata annunciata dallo stesso club rossonero, che ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di una delle figure più rappresentative della sua storia.

Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, l'8 maggio 1960, Baresi ha legato tutta la propria carriera al Milan, diventando nel corso degli anni simbolo di fedeltà, leadership e appartenenza. Con la maglia rossonera ha collezionato 719 presenze ufficiali, conquistando sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Supercoppe europee e quattro Supercoppe italiane.

Il suo nome è indissolubilmente legato al grande Milan degli anni Ottanta e Novanta. Dopo gli esordi giovanissimo e lo Scudetto del 1979, Baresi attraversò anche gli anni più difficili della società, compresi i due campionati disputati in Serie B, prima di diventare il leader della squadra costruita da Arrigo Sacchi e successivamente di quella guidata da Fabio Capello.

Difensore elegante e straordinariamente moderno, Baresi fece del senso della posizione, dell'anticipo e della capacità di guidare la linea difensiva i tratti distintivi del proprio gioco. La sua leadership, spesso esercitata con poche parole, ne fece uno dei capitani più rispettati della storia del calcio.

La sua maglia numero 6, indossata per gran parte della carriera, è stata ritirata dal Milan dopo il suo addio al calcio giocato nel 1997.

L'azzurro e il Mondiale del 1994

Baresi è stato protagonista anche con la Nazionale italiana, con cui ha disputato 81 partite. Campione del mondo nel 1982 pur senza scendere in campo nella competizione, divenne negli anni successivi uno dei pilastri della Nazionale.

Indimenticabile il suo percorso ai Mondiali di USA '94. Capitano degli Azzurri, Baresi riuscì a recuperare in tempi rapidissimi da un grave infortunio al ginocchio e disputò la finale contro il Brasile. Al termine di una partita rimasta nella storia, fu tra i giocatori italiani che calciarono i rigori: il suo errore dal dischetto contribuì alla vittoria del Brasile, ma non cancellò una prestazione che rappresentò uno degli ultimi grandi capitoli della sua carriera internazionale.

La battaglia contro la malattia

Negli ultimi anni Baresi aveva affrontato con grande discrezione una grave malattia. Nel 2025 era stato sottoposto a un intervento chirurgico per un nodulo polmonare. Dopo un periodo di miglioramento, le sue condizioni si erano successivamente aggravate.

La sua scomparsa ha immediatamente provocato un'ondata di cordoglio nel mondo dello sport e non solo.

Tra i primi a ricordarlo c'è stato Paolo Maldini, suo compagno di squadra e poi capitano del Milan, che ha definito Baresi una figura fondamentale della propria vita sportiva e personale. Numerosi club italiani e internazionali hanno espresso il proprio dolore, così come rappresentanti delle istituzioni e grandi protagonisti del calcio.

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato Baresi come un esempio di lealtà, serietà e dedizione, sottolineando la sua fedeltà ai colori rossoneri per un'intera carriera.

Anche il ministro dello Sport Andrea Abodi ha reso omaggio al campione, ricordandone i valori dentro e fuori dal campo.

Dal Milan al Real Madrid, passando per numerosi club italiani e per i principali media sportivi internazionali, il cordoglio è stato unanime. Il Real Madrid lo ha ricordato come una delle più grandi leggende del Milan, del calcio italiano e del calcio mondiale.

Con Franco Baresi scompare una delle ultime grandi bandiere del calcio italiano. Un campione capace di attraversare epoche diverse restando fedele a una sola maglia, diventando molto più di un difensore: un simbolo del Milan e un riferimento per generazioni di calciatori e tifosi.