Caso Equalize, la Procura di Milano chiede il processo per 74 indagati
Milano - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per 74 degli 81 indagati destinatari dell'avviso di conclusione delle indagi...
Milano - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per 74 degli 81 indagati destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato lo scorso aprile, nell'ambito dell'inchiesta sull'agenzia investigativa Equalize e sul presunto sistema di dossieraggi e accessi abusivi alle banche dati delle forze dell'ordine.
Tra le persone per cui è stato chiesto il processo figurano Enrico Pazzali, ex titolare dell'agenzia investigativa, l'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, il banchiere Matteo Arpe e Stefano Speroni, direttore degli affari legali di Eni. Nell'inchiesta sono coinvolti anche manager di multinazionali e diversi avvocati di studi legali internazionali che, secondo l'accusa, si sarebbero rivolti alla società per effettuare controlli su persone di loro interesse attraverso pratiche ritenute illecite.
Cinque indagati verso il patteggiamento
Cinque posizioni, tra cui quella dell'ex vicepresidente di Sea Pierfrancesco Barletta, sono state stralciate in vista di possibili patteggiamenti.
Gli atti relativi al generale della Guardia di finanza Cosimo Di Gesù, indagato per aver fatto eseguire presunti controlli abusivi su richiesta di Pazzali, sono stati invece trasmessi alla Procura di Roma per una questione di competenza territoriale.
Oltre 800 le parti offese
Sono complessivamente 832 le parti offese individuate dai carabinieri del Ros di Milano. Tra loro figurano Marcell Jacobs, Alex Britti, Stefano Boeri, Fabrizio Corona e Selvaggia Lucarelli.
Lo scorso aprile i pm milanesi, insieme ai colleghi applicati della Procura nazionale antimafia, avevano già chiesto il processo per Pazzali e altri indagati, tra tecnici informatici e appartenenti alle forze dell'ordine, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati informatici, tra cui l'accesso abusivo a banche dati sensibili come Sdi, Serpico e Punto Fisco.