NAPOLI, 23 SETTEMBRE 2026 – Formazione, legalità e inclusione sociale al centro dell’attività di Asigitalia ETS, che ha aperto nuove sedi a Napoli e Milano con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza sul territorio e sviluppare progetti dedicati alla formazione e all’integrazione.

Napoli rappresenta in particolare un nuovo punto di riferimento per le attività dell’organizzazione nel Mediterraneo. Una scelta legata anche al rapporto con il territorio e con una città descritta dal presidente Rodà come «meravigliosa», luogo di dialogo e caratterizzata dalla presenza di importanti realtà imprenditoriali, culturali e sociali.

«Bisogna vivere il territorio», sottolinea Rodà, ricordando la collaborazione avviata da anni con la Fondazione Cultura & Innovazione, nella persona dell’ingegnere Riccardo Iuzzolino, proprio sui temi della formazione e dell’inclusione.

Nel progetto un ruolo centrale è affidato all’avvocato Sergio Nesci, direttore dell’organizzazione, che da mesi segue le attività sul territorio e verifica l’operato della struttura. L’iniziativa punta in particolare a offrire opportunità anche a persone che hanno avuto un passato giudiziario e che, dopo aver scontato la propria pena, intendono intraprendere un percorso di reinserimento nella legalità.

«Abbiamo i nostri cooperanti, molti di loro con precedenti penali perché noi in primis aiutiamo ex carcerati a vivere nella legalità, ad avere un’opportunità», spiega Rodà. «Nati in famiglie problematiche, da giovani hanno commesso reati, associazione mafiosa. Oggi sono uomini e padri che vogliono una rivincita, vogliono un’opportunità e noi ci siamo».

Il presidente pone l’accento anche sulle difficoltà vissute da chi nasce in contesti familiari segnati dalla criminalità organizzata, sottolineando come non tutti abbiano avuto la possibilità di scegliere il proprio percorso di vita e di formazione. L’obiettivo, secondo l’organizzazione, è contribuire a creare alternative concrete attraverso formazione, lavoro e inclusione.

«Non tutti parlano di quei figli sopravvissuti ai quali hanno portato via famiglia, identità, affetti», aggiunge Rodà, evidenziando anche il percorso di chi ha invece pagato i propri errori con la detenzione e oggi vuole scegliere la legalità.

L’impegno dell’organizzazione, spiega il presidente, dura da quasi vent’anni e nasce dalla volontà di promuovere il rispetto della vita e della legalità anche attraverso l’esempio diretto.

«No, io scelgo di aiutare», risponde Rodà alla domanda su quanto le persone possano essere riconoscenti nei suoi confronti. «Ci sono dolori che ti accompagnano ogni giorno e non c'è successo, non ci sono soldi, nulla che possa colmare la sofferenza. Ma aiutare non significa necessariamente risolvere un problema. A volte basta esserci, ascoltare, offrire attenzione o alleggerire per un momento il peso che un’altra persona sta portando».

L’avvocato Sergio Nesci sottolinea a sua volta il valore del progetto sul territorio: «Sono felice di cooperare sul territorio per un progetto serio e umanitario, la nostra bellissima Napoli. Qui c'è tanta brava gente. Tutti devono avere un'opportunità».

Sulla stessa linea l’ingegnere Riccardo Iuzzolino: «Sono anni che sul territorio lavoriamo per l’integrazione, la legalità, la formazione. Con Asigitalia ETS, UTA Italy sono anni di cooperazione e di stima reciproca».

L’apertura delle sedi di Napoli e Milano si inserisce dunque in un percorso che punta a rafforzare le attività di formazione e inclusione e a costruire, attraverso la collaborazione con realtà del territorio, nuove opportunità per chi intende intraprendere un percorso di legalità e reinserimento sociale.