MILANO, 25 agosto 2026
– Un intervento di oltre dieci ore, di altissima complessità, ha permesso per la prima volta in Italia di eseguire sullo stesso paziente il trapianto di entrambi i polmoni e la sostituzione della valvola mitralica. L’operazione è stata effettuata al Policlinico di Milano su un uomo di 66 anni, proveniente da fuori Regione, affetto da una grave patologia polmonare associata a una severa insufficienza della valvola mitralica.

A eseguire la procedura è stata una équipe multidisciplinare composta da specialisti di Cardiochirurgia, Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone, Anestesia e Terapia Intensiva Adulti.

Il paziente, oggi, sta bene ed è stato dimesso e ha fatto ritorno a casa.

Due interventi in un’unica operazione

La particolare complessità del caso nasceva dalla presenza contemporanea delle due patologie, che si condizionavano reciprocamente. Il paziente non poteva affrontare il trapianto polmonare senza prima risolvere il grave problema alla valvola mitralica, ma le condizioni dei polmoni rendevano particolarmente rischioso separare nel tempo i due interventi.

Per questo i medici hanno deciso di procedere con una singola operazione combinata.

Per prima cosa è stata effettuata la sostituzione chirurgica della valvola mitralica, con il cuore fermo e il paziente collegato alla circolazione extracorporea. Una volta terminata la procedura cardiaca e riavviato il cuore, l’équipe ha proceduto con il trapianto dei due polmoni.

«Ci siamo trovati di fronte a una situazione nella quale le due patologie si condizionavano a vicenda», ha spiegato Lorenzo Rosso, che ha guidato il team durante l'intervento e fa parte della Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone diretta da Mario Nosotti.

«Abbiamo quindi deciso di unire le due procedure in un’unica operazione. È stata di eccezionale complessità ma resa possibile dalla stretta collaborazione tra cardiochirurghi, chirurghi toracici e anestesisti».

Il decorso post-operatorio è stato positivo e il 66enne è stato dimesso in ottime condizioni.

La valvola era già stata trattata

Il paziente era già stato sottoposto in precedenza, in un altro centro, a una procedura transcatetere per correggere l’insufficienza della valvola mitrale, poiché non era possibile procedere con un intervento chirurgico.

Dopo circa un anno, però, l’insufficienza mitralica era tornata a essere severa.

«Per questo motivo non vi era altra possibilità che l’intervento combinato su cuore e polmoni», ha chiarito Guido Gelpi, del team di Cardiochirurgia diretto da Stefano Carugo.

La procedura è stata resa possibile anche da una precisa pianificazione preoperatoria, che ha consentito di coordinare tempi chirurgici e competenze delle diverse équipe coinvolte.

Il paziente era in lista per il trapianto

Il 66enne era stato inserito nella lista d’attesa per il trapianto polmonare e, quando si è reso disponibile un organo compatibile, ha avuto la priorità sulla base dei criteri clinici previsti.

Il donatore si trovava in Lombardia. A quel punto è stato necessario organizzare in tempi molto stretti tutte le professionalità necessarie per una procedura che richiedeva un coordinamento multidisciplinare.

La presenza all’interno dello stesso ospedale di competenze specialistiche nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia toracica, della trapiantologia e dell’anestesia ha consentito di affrontare il caso in maniera integrata.

«Una soluzione innovativa e mai realizzata in Italia»

Per Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano, si tratta di «un risultato straordinario» che dimostra il valore della collaborazione tra diverse specialità all’interno di un grande ospedale pubblico.

«Di fronte a un caso per il quale le possibilità terapeutiche erano estremamente limitate, i nostri operatori hanno costruito insieme una soluzione innovativa e mai realizzata in Italia», ha sottolineato Stocco.

L’intervento si inserisce nella lunga esperienza del Policlinico di Milano nel campo della trapiantologia polmonare, iniziata oltre quarant’anni fa e caratterizzata da numerosi primati e dall’introduzione di tecniche e procedure che hanno contribuito allo sviluppo della disciplina in Italia.

Il centro milanese è oggi un punto di riferimento per i trapianti di polmone e per la gestione dei casi clinici ad alta complessità, anche grazie alle più recenti tecnologie dedicate al ricondizionamento degli organi.

«L’intervento conferma il ruolo del Policlinico di Milano come centro di riferimento per la chirurgia e la trapiantologia ad alta complessità», ha concluso Stocco. «Un risultato reso possibile non da una singola procedura, ma dall’integrazione di professionalità e competenze differenti».