SANT’ANGELO LODIGIANO (Lodi), 25 agosto 2026
– Slitta la riapertura di Gioielli di Valenza, la gioielleria del centro commerciale Il Castello di Sant’Angelo Lodigiano devastata a martellate durante la rapina di giovedì scorso. Il negozio, preso d’assalto in pieno giorno da cinque banditi con il volto coperto, è ancora interessato dai lavori necessari a ripristinare i numerosi danni provocati durante il colpo.

Sul fronte delle indagini, i carabinieri della Compagnia di Lodi continuano a dare la caccia ai responsabili. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio della fuga e di identificare i componenti della banda. Tra gli elementi al vaglio c’è anche la Ford C-Max utilizzata per allontanarsi, che sarebbe stata rubata o noleggiata in Svizzera.

La riapertura slitta per i lavori

La riapertura della gioielleria, inizialmente prevista per l’inizio di questa settimana, è stata rinviata. A spiegare i motivi dello slittamento è Alberto Bertoli, direttore del centro commerciale.

«Purtroppo la riapertura della gioielleria, inizialmente ipotizzata per l’inizio di questa settimana, è slittata per via della coincidenza con le ferie», ha spiegato Bertoli. Il vetraio incaricato del ripristino, dopo aver ricevuto misure e indicazioni necessarie per l'intervento, ha infatti dato disponibilità soltanto per il 30 agosto.

Prima di poter tornare ad accogliere i clienti sarà quindi necessario completare il ripristino delle vetrine e dell’area espositiva, pesantemente danneggiate durante la rapina.

Sicurezza, si valutano nuove misure

Nel frattempo il direttore del centro commerciale incontrerà questa settimana i responsabili della società che gestisce la gioielleria per fare il punto sulle possibili misure di sicurezza aggiuntive.

Tra le ipotesi allo studio c’è quella di installare due porte di sicurezza sui due ingressi di Gioielli di Valenza, attualmente liberamente accessibili. Una soluzione che dovrà però essere valutata anche sotto il profilo commerciale, considerando l’impatto sull’accesso dei clienti.

Dalla paura alla curiosità

Nei giorni immediatamente successivi alla rapina il centro commerciale aveva registrato un clima di forte preoccupazione, con la galleria semi-deserta. Ora, invece, secondo quanto riferito dalla direzione, la situazione è tornata alla normalità.

«Paradossalmente, dopo la rapina e forse attirati dal clamore mediatico e dai video circolati in rete, molti curiosi raggiungono il centro commerciale per monitorare la situazione», ha raccontato Bertoli.

Resta invece delicato il ritorno al lavoro per i dipendenti della gioielleria. In particolare per le due commesse presenti al momento dell’assalto, che si sono trovate davanti alla violenza dei cinque rapinatori mentre distruggevano le vetrine e raccoglievano rapidamente i preziosi.

Fortunatamente nessuna delle due è rimasta ferita né è stata direttamente minacciata. Il 118 era comunque intervenuto per assistere una delle lavoratrici, colta da un malore.

Il colpo in pieno giorno

La rapina era avvenuta poco prima delle 14, alla luce del sole e davanti agli occhi di diversi clienti del centro commerciale. I cinque malviventi, con il volto coperto, avevano devastato le vetrine utilizzando dei martelli, arraffando gioielli per un valore di decine di migliaia di euro.

La fuga era stata organizzata nei dettagli. Ad attendere la banda all’esterno c'era un complice alla guida della Ford C-Max, che si sarebbe allontanato contromano verso l’uscita in direzione di Inverno Monteleone. L’auto è stata successivamente abbandonata e ritrovata.

Durante la fuga i rapinatori avrebbero anche utilizzato un estintore per ostacolare eventuali inseguitori, mentre portavano con sé grossi borsoni ormai pieni di preziosi.

A immortalare alcuni momenti dell’assalto sono stati diversi clienti, che hanno ripreso la scena con i propri telefoni cellulari. Filmati e immagini potrebbero ora rivelarsi utili agli investigatori per ricostruire la dinamica della rapina e arrivare all’identificazione dei componenti della banda.