MILANO – Un arrestato e due denunciati. Si è conclusa così la serata in Questura per i tre presunti responsabili dell’aggressione antisemita avvenuta nel pomeriggio del 16 settembre in piazzale delle Bande Nere, a Milano.

In manette è finito un ventenne tunisino, accusato di aver sferrato il calcio che avrebbe colpito un rabbino sessantenne. Sono invece indagati a piede libero il fratello, di un anno più grande, e un diciannovenne marocchino.

Il reato contestato

Ai tre è stato contestato l’articolo 604 bis del Codice penale, che punisce la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Dopo il primo intervento degli agenti delle Volanti, che hanno bloccato i tre giovani non lontano dal luogo dell’aggressione, gli approfondimenti investigativi sono stati affidati agli specialisti della Digos. Gli accertamenti hanno escluso, al momento, legami con movimenti pro-Pal o con altri gruppi organizzati.

Tutti e tre sarebbero cresciuti in Italia e sarebbero figli di genitori immigrati dal Nordafrica.

L’aggressione alla fermata dell’autobus

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, intorno alle 16.30 il sessantenne, punto di riferimento della sede della Comunità ebraica di via Soderini, stava aspettando l’autobus della linea 67 alla fermata di Bande Nere.

All’improvviso, i tre giovani avrebbero iniziato a insultarlo con frasi pronunciate in arabo e in italiano, prendendo di mira il religioso probabilmente perché indossava il cappello nero a falde larghe tradizionalmente utilizzato dagli ebrei ortodossi.

Proprio il copricapo sarebbe diventato l’obiettivo dell’aggressione. I tre si sarebbero avventati sul sessantenne nel tentativo di sfilarglielo dalla testa.

La reazione e la fuga

Il rabbino avrebbe estratto il cellulare per riprendere gli aggressori mentre lo stavano malmenando. In quel momento sarebbe stato colpito con un calcio, sferrato secondo gli investigatori dal ventenne tunisino.

Subito dopo, il giovane, il fratello maggiore e l’amico marocchino si sarebbero allontanati in direzione di piazzale Siena. La fuga, però, sarebbe durata poco: alcuni passanti li avrebbero riconosciuti e indicati agli agenti, consentendo alla polizia di rintracciarli e bloccarli.