Bergamo, tenta di rapire una bambina di un anno e mezzo all’uscita del supermercato: assolto per vizio totale di mente. È la decisione del tribunale di Bergamo nei confronti di Emil Mortu, cittadino romeno di 47 anni, attualmente ricoverato in una Rems.

I fatti risalgono al 14 febbraio scorso, quando l’uomo avrebbe cercato di sottrarre la piccola alla madre mentre le due stavano uscendo dal supermercato Esselunga di via Corridoni, a Bergamo.

Al termine del procedimento, il giudice Gaudino ha riconosciuto la totale non imputabilità di Mortu al momento dei fatti. Per l’uomo è stata disposta una misura di sicurezza in una comunità psichiatrica per almeno due anni. Al termine del periodo le sue condizioni dovranno essere nuovamente valutate.

La parte civile, rappresentata dall’avvocato Trapani per i genitori della bambina, aveva chiesto la condanna dell’imputato e il risarcimento dei danni.

Secondo la ricostruzione emersa nel processo, Mortu avrebbe avvicinato la bambina mentre la madre stava uscendo dal supermercato. L’avrebbe afferrata per le gambe, strattonandola e facendola roteare. Nel tentativo di impedirne la sottrazione, la madre sarebbe caduta a terra.

L’intervento degli agenti della Questura aveva quindi permesso di bloccare il 47enne. La bambina aveva riportato diverse lesioni, tra cui la frattura del tallone sinistro e della tibia destra.

A Mortu erano contestati i reati di lesioni aggravate e sottrazione di minore, con l’aggravante della minorata difesa. Durante l’interrogatorio di garanzia aveva ammesso quanto accaduto, senza però riuscire a fornire una spiegazione coerente del proprio comportamento.

A colpire particolarmente gli investigatori era stata una sua frase: l’uomo aveva dichiarato di aver creduto che la bambina fosse un peluche.

Decisiva nel procedimento è risultata la perizia psichiatrica affidata al dottor Monchieri, disposta su richiesta della difesa e della pm Angeleri. Dalla valutazione sarebbe emerso che Mortu era affetto da un disturbo schizofrenico in fase acuta di scompenso psicotico.

La patologia, secondo quanto emerso dalla perizia, gli era stata diagnosticata già nel 1997 in Romania, suo Paese d’origine. Al suo arrivo a Bergamo, inoltre, avrebbe interrotto la terapia prescritta.

La perizia ha quindi evidenziato una totale compromissione della capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Da qui il riconoscimento del vizio totale di mente e l’assoluzione, accompagnata dalla misura di sicurezza in una comunità psichiatrica per almeno due anni.