Caso Carol Maltesi, Davide Fontana condannato all’ergastolo per omicidio premeditato
Milano - È stato condannato all’ergastolo per omicidio premeditato Davide Fontana, l’ex bancario che l’11 gennaio 2022 uccise e fece a pezzi...
Milano - È stato condannato all’ergastolo per omicidio premeditato Davide Fontana, l’ex bancario che l’11 gennaio 2022 uccise e fece a pezzi l’ex fidanzata Carol Maltesi, 26 anni, nell’abitazione della giovane a Rescaldina, nel Milanese.
La decisione è stata presa dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano nel processo di secondo grado “ter”, che ha riconosciuto nuovamente l’aggravante della premeditazione, dopo due sentenze della Corte di Cassazione che avevano annullato con rinvio le precedenti decisioni proprio sul punto dell’aggravante.
Si chiude così il sesto processo celebrato per il caso.
La vicenda
Carol Maltesi, 26 anni, si occupava anche di contenuti per la piattaforma OnlyFans. L’11 gennaio 2022 fu uccisa da Fontana nell’abitazione di Rescaldina. Secondo quanto ricostruito nel processo, l’uomo la colpì ripetutamente con un martello, per poi tagliarle la gola e sezionare il corpo, che venne successivamente abbandonato nel Bresciano.
Per mesi Fontana avrebbe conservato il cadavere in un congelatore. Nelle settimane successive all’omicidio avrebbe inoltre utilizzato il cellulare della giovane, rispondendo ai messaggi di parenti e amici e fingendosi Carol.
Il giorno dell’omicidio, i due si erano incontrati per realizzare un video commissionato dallo stesso Fontana attraverso un profilo falso. Nel filmato la giovane avrebbe dovuto apparire legata e con un cappuccio sulla testa.
L’iter processuale
Il processo di primo grado si era svolto nel giugno 2023 e si era concluso con una condanna a 30 anni di carcere per omicidio volontario, soppressione e occultamento di cadavere, con l’esclusione di alcune aggravanti.
Nel primo processo d’appello, nel 2024, la Corte aveva invece riconosciuto le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, condannando Fontana all’ergastolo.
La sentenza era stata successivamente annullata dalla Corte di Cassazione con rinvio, con particolare riferimento alla sussistenza dell’aggravante della premeditazione.
Anche la seconda sentenza d’appello aveva confermato l’aggravante, ma la Cassazione, nel febbraio 2026, aveva nuovamente disposto un nuovo passaggio in appello, ritenendo non sufficientemente motivate le conclusioni sulla premeditazione.
Nel processo “ter”, conclusosi oggi, la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha nuovamente riconosciuto l’aggravante e condannato Fontana all’ergastolo.
Con la nuova sentenza si conclude il complesso iter giudiziario iniziato dopo l’omicidio di Carol Maltesi, con sei procedimenti celebrati tra primo grado, appelli e giudizi di legittimità.
La decisione è stata presa dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano nel processo di secondo grado “ter”, che ha riconosciuto nuovamente l’aggravante della premeditazione, dopo due sentenze della Corte di Cassazione che avevano annullato con rinvio le precedenti decisioni proprio sul punto dell’aggravante.
Si chiude così il sesto processo celebrato per il caso.
La vicenda
Carol Maltesi, 26 anni, si occupava anche di contenuti per la piattaforma OnlyFans. L’11 gennaio 2022 fu uccisa da Fontana nell’abitazione di Rescaldina. Secondo quanto ricostruito nel processo, l’uomo la colpì ripetutamente con un martello, per poi tagliarle la gola e sezionare il corpo, che venne successivamente abbandonato nel Bresciano.
Per mesi Fontana avrebbe conservato il cadavere in un congelatore. Nelle settimane successive all’omicidio avrebbe inoltre utilizzato il cellulare della giovane, rispondendo ai messaggi di parenti e amici e fingendosi Carol.
Il giorno dell’omicidio, i due si erano incontrati per realizzare un video commissionato dallo stesso Fontana attraverso un profilo falso. Nel filmato la giovane avrebbe dovuto apparire legata e con un cappuccio sulla testa.
L’iter processuale
Il processo di primo grado si era svolto nel giugno 2023 e si era concluso con una condanna a 30 anni di carcere per omicidio volontario, soppressione e occultamento di cadavere, con l’esclusione di alcune aggravanti.
Nel primo processo d’appello, nel 2024, la Corte aveva invece riconosciuto le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, condannando Fontana all’ergastolo.
La sentenza era stata successivamente annullata dalla Corte di Cassazione con rinvio, con particolare riferimento alla sussistenza dell’aggravante della premeditazione.
Anche la seconda sentenza d’appello aveva confermato l’aggravante, ma la Cassazione, nel febbraio 2026, aveva nuovamente disposto un nuovo passaggio in appello, ritenendo non sufficientemente motivate le conclusioni sulla premeditazione.
Nel processo “ter”, conclusosi oggi, la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha nuovamente riconosciuto l’aggravante e condannato Fontana all’ergastolo.
Con la nuova sentenza si conclude il complesso iter giudiziario iniziato dopo l’omicidio di Carol Maltesi, con sei procedimenti celebrati tra primo grado, appelli e giudizi di legittimità.
