Castel d’Ario, moto finisce nel fossato: muore a 36 anni Aleandro Silva Dos Santos
CASTEL D’ARIO – Prima il rumore, un colpo secco nel buio della strada provinciale. Poi una piccola luce che si muove verso il fossato: quell...
CASTEL D’ARIO – Prima il rumore, un colpo secco nel buio della strada provinciale. Poi una piccola luce che si muove verso il fossato: quella della torcia di un telefonino. Gabriele, 58 anni, abita in una delle case di Corte Sposette e poco dopo le 20 di domenica sera ha sentito lo schianto ed è uscito di casa.
La strada era buia. L’uomo ha illuminato il fossato, profondo circa due metri, e sul fondo ha visto una moto. Poco dopo ha scorto anche un uomo. Era Aleandro Silva Dos Santos, 36 anni, brasiliano, originario di Santa Caterina, residente a Isola della Scala e operaio a Nogarole Rocca.
Il 36enne stava rientrando dopo aver trascorso il pomeriggio con alcuni amici. A casa, però, non è mai arrivato. «Respirava ancora, aveva sangue dalla bocca», ha raccontato Gabriele, prima di rientrare di corsa e dare l’allarme.
Sul posto, lungo la Provinciale 31, sono arrivati i soccorritori della Croce Verde, l’automedica, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. I sanitari hanno tentato di salvare il giovane, ma per Aleandro non c’è stato nulla da fare. È morto poco dopo.
La moto finisce nel fossato
Secondo una prima ricostruzione, la moto, mentre affrontava una semicurva, avrebbe proseguito diritto finendo nel fossato che costeggia la strada sulla destra. Sull’asfalto non sarebbero stati trovati segni di frenata.
Spetterà ora ai Carabinieri ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e chiarire cosa sia accaduto negli ultimi istanti prima dell’uscita di strada.
Poco dopo la tragedia sono arrivati anche gli amici del 36enne. Ragazzi e ragazze, increduli e in lacrime, si sono ritrovati sul luogo dell’incidente. Sull’erba erano rimasti due caschi, mentre poco distante il corpo era coperto da un telo termico, sotto le luci dei mezzi di soccorso.
Il racconto del residente
Gabriele conosce bene quella curva e la considera pericolosa, soprattutto nelle ore notturne: «È pericolosa, qui di notte è buio».
Una situazione che gli ha riportato alla mente un altro incidente avvenuto circa vent’anni fa, sempre nello stesso punto. Anche allora un’anziana era uscita di strada ed era rimasta intrappolata nell’auto. In quell’occasione Gabriele era riuscito a raggiungerla e a salvarla.
Domenica sera è uscito nuovamente di casa dopo aver sentito uno schianto. Ha preso il telefonino, acceso la torcia e guardato nel fossato. Questa volta, però, nonostante l’intervento dei soccorritori, non è stato possibile salvare la persona coinvolta.
Il magistrato è stato informato per gli adempimenti relativi alla salma. Sulla Provinciale 31, intanto, gli amici di Aleandro sono rimasti in silenzio, arrivati per cercarlo e costretti invece a salutarlo sul ciglio della strada.