Garlasco, la madre di Sempio: «Mio figlio è totalmente estraneo»
Pavia - La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le indagini a carico di Andrea Sempio nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Pogg...
Pavia - La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le indagini a carico di Andrea Sempio nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. Al 38enne è stato notificato un nuovo avviso di conclusione delle indagini, passaggio che potrebbe precedere la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima.
Tra gli elementi depositati dalla Procura figurano nuove consulenze e ulteriori atti investigativi. In particolare, sono emersi anche accertamenti sulla nota impronta di una scarpa con suola a pallini rinvenuta sulla scena del delitto: secondo la Procura, le dimensioni di una scarpa Frau numero 42 risultano compatibili con quelle del piede di Sempio. La compatibilità di una misura, tuttavia, non equivale da sola all'identificazione dell'autore del delitto.
Le nuove intercettazioni
Nel materiale dell’inchiesta sono presenti anche intercettazioni ambientali che non erano state depositate con la prima conclusione delle indagini, notificata l’8 maggio.
Le nuove captazioni riguarderebbero, tra gli altri aspetti, temi già emersi nelle precedenti indagini del 2016-2017 su Sempio, poi archiviate. Gli atti si aggiungono alle consulenze, alle relazioni tecniche e alle testimonianze raccolte dalla Procura di Pavia nel corso della nuova inchiesta.
Il nodo del Dna sui pedali
Uno dei capitoli più controversi resta quello relativo al Dna individuato sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
Secondo quanto riportato dalla Procura di Pavia, i consulenti della difesa di Stasi Ugo Rici e Pasquale Linarello, lavorando sui dati grezzi consegnati dal Ris di Parma alla Procura nel novembre 2025, hanno individuato due contro-analisi del 20 settembre 2007 relative allo stesso campione che aveva evidenziato il Dna di Chiara sui pedali. Le due corse elettroforetiche sarebbero risultate negative. I consulenti nominati dalla Procura, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, hanno confermato l’esistenza di quei risultati negativi, evidenziando la necessità di ulteriori approfondimenti che, secondo quanto ricostruito dalla Procura, all’epoca non furono effettuati.
La questione è ora al centro anche dell'attività della difesa di Stasi, che ritiene quei risultati potenzialmente rilevanti per una richiesta di revisione della condanna.
Portera: «Non ho analizzato personalmente il Dna»
È intervenuto anche Giorgio Portera, genetista ed ex ufficiale del Ris di Parma, ascoltato dalla Procura come persona informata sui fatti. Portera ha precisato di non aver eseguito personalmente l’analisi genetica del campione né di aver valutato o interpretato i profili genetici relativi al caso.
Il suo nome sarebbe collegato al campione per la registrazione di un accesso con la sua utenza nella fase finale della lavorazione. Portera ha spiegato di non poter stabilire con certezza se quell’operazione sia stata materialmente eseguita da lui oppure da un collega che aveva utilizzato la sua utenza per accedere allo strumento.
Sul caso è stato ascoltato anche l’ex comandante del Ris Luciano Garofano, che ha difeso l’operato dei propri collaboratori, affermando di credere nella loro correttezza e respingendo l’ipotesi di un complotto.
La difesa di Stasi prepara la richiesta di revisione
La difesa di Alberto Stasi, con gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, ha annunciato l’intenzione di utilizzare anche la vicenda delle contro-analisi del Dna nell’ambito della richiesta di revisione della condanna.
Bocellari ha sostenuto che, qualora venisse meno il valore probatorio del Dna sui pedali, verrebbe messo in discussione un elemento centrale della condanna di Stasi. Si tratta però della posizione della difesa: l’eventuale rilevanza processuale dei nuovi elementi dovrà essere valutata nelle sedi giudiziarie competenti.
La madre di Sempio: «Mio figlio è totalmente estraneo»
Dopo la chiusura delle indagini, Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, ha ribadito in un'intervista al Tg3 la posizione della famiglia: «Mio figlio con l'omicidio di Chiara Poggi non c'entra assolutamente niente».
«Aspettiamo come aspettiamo tutti noi, ma a noi non interessa perché mio figlio è innocente. L'unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo», ha aggiunto.
Ora la difesa di Sempio potrà esaminare gli atti, presentare memorie e chiedere ulteriori accertamenti. Successivamente la Procura dovrà decidere se avanzare la richiesta di rinvio a giudizio.
Le parti relative alle responsabilità di Sempio e alla rilevanza delle prove sui pedali sono state mantenute come tesi della Procura o delle difese, non come fatti definitivamente accertati.
