Garlasco, Stasi verso la richiesta di revisione: «Vogliamo fare piena luce»
Pavia - «Alberto Stasi è molto lucido, l’unica cosa che mi ha detto è che spera che si assumano le loro responsabilità e che si faccia piena...
Pavia - «Alberto Stasi è molto lucido, l’unica cosa che mi ha detto è che spera che si assumano le loro responsabilità e che si faccia piena luce su quello che è successo». A riferirlo è la legale Giada Bocellari, che assiste il 43enne condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, tornando sulla vicenda alla luce degli ultimi accertamenti della Procura di Pavia.
Al centro del confronto ci sono le analisi effettuate sui pedali della bicicletta “Umberto Dei” sequestrata alla famiglia Stasi. Secondo quanto riferito dalla difesa, sarebbero emersi due file relativi a corse elettroforetiche che documentavano l’assenza di un profilo genetico riconducibile a Chiara Poggi e che, secondo la legale, non sarebbero stati inseriti all’epoca nel fascicolo processuale.
Bocellari ha definito le analisi un «dato documentale, oggettivo e non smentibile», sottolineando che le corse elettroforetiche del 20 settembre non sarebbero state messe a disposizione del pubblico ministero e delle parti.
La questione assume particolare rilievo per la difesa di Stasi, perché nel procedimento a suo carico il Dna rinvenuto sui pedali della bicicletta era stato al centro delle discussioni e delle successive ricostruzioni investigative.
«Nel momento in cui viene meno il Dna sui pedali viene meno tutta la teoria dello scambio, della sostituzione, vengono meno le biciclette fantasma», ha affermato Bocellari. Secondo la legale, questi elementi potrebbero essere utilizzati nell’ambito di una richiesta di revisione della condanna.
La difesa intende ora esaminare nel dettaglio le nuove risultanze depositate dalla Procura di Pavia per valutare come integrarle nella richiesta già predisposta. «Noi difensori siamo umani, non facciamo la revisione con l’Ia», ha detto Bocellari, spiegando che il lavoro proseguirà dopo l’analisi degli atti.
La legale ha inoltre annunciato l’intenzione di depositare la richiesta di revisione «il prima possibile», compatibilmente con l’esame della documentazione e con il lavoro difensivo. Bocellari ha ribadito che l’obiettivo della difesa è dimostrare l’innocenza di Stasi.
La posizione di Giorgio Portera
Nelle nuove attività investigative è stato ascoltato anche Giorgio Portera, genetista ed ex ufficiale dei Ris di Parma. Portera ha precisato di non aver eseguito personalmente l’analisi genetica del campione relativo al caso Garlasco né di aver valutato o interpretato profili genetici durante il suo servizio.
Il collegamento della sua utenza alle attività analitiche sul campione BU_P, ha spiegato, deriverebbe dalla registrazione di un accesso effettuato con la sua user personale durante l’ultima fase di lavorazione della traccia.
Le analisi sui pedali
Secondo la relazione dei consulenti della Procura di Pavia, Previderé e Grignani, l’esame dei tracciati elettroforetici inviati dal Ris nel novembre 2025 avrebbe evidenziato anche un profilo genetico parziale compatibile con quello di Chiara Poggi e due profili completi sovrapponibili per 15 marcatori al profilo della studentessa.
La stessa relazione, tuttavia, riferisce che i successivi tentativi di ottenere profili genetici dai campioni prelevati dai pedali della bicicletta “Umberto Dei” avrebbero dato esito negativo.
Proprio questi dati sono diventati uno degli elementi al centro degli approfondimenti della Procura, anche alla luce della mancata presenza, secondo quanto sostenuto dalla difesa, di due contro-analisi negative nel fascicolo dell’epoca.
I consulenti dei pm hanno inoltre esaminato due file nei quali sarebbe stata evidenziata l’assenza di picchi elettroforetici e, quindi, di un profilo utile alla comparazione. I file riportano una “run date” del 10 settembre 2007 e una “date modified” del 20 settembre 2007.
Su questo punto emergono però interpretazioni differenti: secondo la ricostruzione riportata nella relazione, i dati sarebbero stati acquisiti il 10 settembre e successivamente aggiornati il 20 settembre, mentre il match con il Dna di Chiara Poggi sarebbe arrivato il 19 settembre.
La questione delle analisi sui pedali resta dunque uno dei punti tecnici sui quali si concentra il confronto tra le diverse ricostruzioni del caso Garlasco e potrebbe assumere un ruolo nella futura iniziativa della difesa di Alberto Stasi.
