Lo sport, la vita, gli errori e le seconde possibilità. Sono questi alcuni dei temi che attraversano Il tempo sbagliato, il romanzo di Luca Leone, una storia che parte dal mondo dello sport per entrare nella dimensione più intima dei suoi protagonisti.

Al centro del racconto c’è Giuseppe, un uomo chiamato a confrontarsi con il proprio passato e con sentimenti capaci di rimettere in discussione certezze e prospettive. Attraverso la sua storia, Luca Leone racconta il coraggio di rimettersi in gioco, la capacità di amare mettendo l'altro al primo posto e quella possibilità, forse mai davvero perduta, di dare alla propria vita una nuova direzione.

Sinossi: Giuseppe è un ex allenatore di calcio che ha conosciuto il successo e il fallimento, la gloria e la colpa. Oggi vive a Roma, in una solitudine gentile, riempita solo dalle risate del nipote Giacomo — la sua seconda occasione, la possibilità di sentirsi ancora utile, ancora vivo. Ma la vita, come il calcio, sa colpirti quando meno te lo aspetti. L’incontro con Letizia, una giovane madre dal sorriso fragile, e il ritorno improvviso di un vecchio amico lo costringeranno a riaprire ferite che credeva guarite, a guardare negli occhi il passato e il destino che aveva cercato di dimenticare. Perché “il tempo sbagliato” non è solo quello di un passaggio mancato in campo: è l’attimo in cui la vita decide per te, in cui tutto cambia e nulla torna più come prima.

Luca Leone (Roma, 1972), informatico appassionato di Nero Wolfe e Commodore 64, unisce le sue passioni nel thriller “Jack” (Albatros). Autore anche di “Solo Come In Area di Rigore” (Infinito Edizioni), storia di un portiere del Benfica e “HARLEM” (Infinito Edizioni), su un’amicizia e basket di strada a NY. Ha pubblicato poesie in “Mediterraneo” (Robin Edizioni), scrive per FootbalNews 24, collabora con Overtime Festival, è ambasciatore del Benfica e pubblicherà “Il Tempo Sbagliato”.Guide turistiche e letteratura di viaggio.

Abbiamo incontrato l’autore per parlare del rapporto tra sport e introspezione, del personaggio di Giuseppe e del significato di quelle seconde occasioni che, nella vita, possono presentarsi più volte.


Come è nata l'idea di Il tempo sbagliato e cosa l'ha spinta a raccontare questa storia?

E' l'ultimo dei tre romanzi che ho dedicato al tema del talento. Ho raccontato il talento che viene sprecato, quello che ti salva, a suo modo, la vita e mi mancava quello che sa riconoscere e far crescere i talenti altrui. E che prezzo ha avere un talento del genere, dal punto di vista personale.

Giuseppe è un protagonista complesso, segnato da successi e fallimenti. Quanto c'è di universale nel suo percorso?

Giuseppe è una persona ed è proprio la sua natura umana che lo induce a commettere errori, non ci sono percorsi di vita particolari per evitare gli errori ma ci sono i modi di affrontarli e imparare dai propri per evitarli a chi ci sarà dopo di noi, lasciandolo comunque libero di essere se stesso.

Perché ha scelto proprio un ex allenatore di calcio come protagonista?

Mi serviva un mestiere totalizzante che pretendesse tutte le energie del protagonista e allo stesso tempo che fosse "futile". Chi allena una squadra di calcio non può permettersi pause dal lavoro non può dire oggi esco prima dall'ufficio e sto coni i figli. Gestire e far crescere persone comporta mettere la propria vita personale su un altro piano e se chi ti sta accanto non capisce la passione, difficilmente resta. Se il protagonista fosse stato un dottore o un magistrato che combatte la mafia, proprio l'alto valore morale e sociale del mestiere ne avrebbe, in qualche modo, mitigato gli errori passati, ma a un allenatore di una serie minore non gli si può perdonare nulla.

Il calcio nel romanzo è molto più di uno sport: è una metafora della vita. Quando ha deciso di utilizzare questa struttura narrativa?

Non sono il primo e non sarò l'ultimo ad usare questa metafora. C'è la speranza che fino all'ultimo si possa ribaltare una situazione sfavorevole lavorando insieme. C'è la possibilità di riscatto che un gol o una parata possono offrire, c'è la consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie possibilità, la capacità di accettare una delusione e ripartire da quella ci sono molte sfaccettature accumunabili alla vita, con un protagonista allenatore mi è venuto quasi naturale identificare un tratto della sua vita come un ennesima partita da vivere in maniera totale come è nella sua natura.

Prossime idee per un nuovo viaggio letterario? 

Sto scrivendo un romanzo su una storia di amicizia che porterà i protagonisti in giro per il mondo in una vera e propria caccia al tesoro come facevano i pirati dei caraibi.