MANTOVA – Due persone, un uomo di 53 anni e una donna di 50, entrambi provenienti dal Napoletano, sono state arrestate dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mantova con l’ipotesi accusatoria di truffa aggravata in concorso ai danni di un’anziana di 89 anni.

L’operazione è scattata nella mattinata di martedì, quando una pattuglia in abiti civili della Sezione Operativa ha notato un uomo e una donna a bordo di un’auto che si aggiravano in modo sospetto in un quartiere della città. I continui passaggi, le soste e le successive ripartenze hanno spinto i militari ad approfondire i controlli e a predisporre un servizio di pedinamento.

Durante l’attività di osservazione, la vettura si è fermata in via Fratelli Bandiera. L’uomo è rimasto alla guida dell’auto a noleggio, con il motore acceso, mentre la donna è scesa e ha raggiunto l’androne di un condominio, riuscendo a farsi aprire il portone dopo aver suonato più volte il campanello.

Dopo alcuni minuti, la donna è uscita rapidamente dal palazzo ed è risalita a bordo dell’auto, che si è allontanata. A quel punto i Carabinieri hanno deciso di fermare il veicolo e controllare i due occupanti.

Nella borsa della donna sono stati trovati numerosi preziosi in oro, per un valore complessivo stimato in circa 100mila euro, oltre a circa 80 euro in contanti. Gli accertamenti avrebbero permesso di ricostruire la presunta truffa ai danni dell’89enne.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziana, vedova e sola in casa, sarebbe stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come un maresciallo dei Carabinieri. Il sedicente militare le avrebbe raccontato che in zona era stata commessa una rapina e che vi era il sospetto che parte della refurtiva potesse trovarsi nella sua abitazione.

Con il pretesto di effettuare una verifica sui preziosi posseduti dalla donna, il falso maresciallo avrebbe quindi annunciato l’arrivo di un incaricato dell’Arma presso il domicilio. La donna avrebbe mostrato all’uomo i beni di valore presenti in casa, consentendogli di impossessarsi dei gioielli e del denaro.

Fondamentale, secondo gli investigatori, anche la testimonianza della vittima, che avrebbe fornito una descrizione dettagliata della persona presentatasi in casa e riconosciuto con certezza la donna durante la ricognizione fotografica.

A completare il quadro investigativo è stata la ricostruzione degli spostamenti della coppia attraverso l’analisi incrociata dei sistemi di videosorveglianza e l’attività di osservazione dei militari.

I due sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata in concorso e, dopo le formalità di rito, sono stati trasferiti nella Casa Circondariale di Mantova, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.