Pavia - La famiglia Poggi non intende costituirsi parte civile nei confronti di Andrea Sempio nell’eventuale udienza preliminare che potrebbe seguire alla richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Pavia nell’ambito della nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La Procura ha recentemente chiuso per la seconda volta le indagini a carico del 38enne, depositando nuovi atti e consulenze e preparando il terreno alla richiesta di processo.

A confermare la posizione della famiglia sono stati gli avvocati Francesco Compagna e Gianluigi Tizzoni. «Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», ha dichiarato Compagna.

I legali dei genitori di Chiara e del fratello Marco, invece, saranno presenti nell’eventuale giudizio di revisione della condanna di Alberto Stasi, qualora la difesa dell’ex fidanzato della vittima dovesse presentare la relativa richiesta.

Nel frattempo emergono nuovi elementi dagli atti della nuova inchiesta. In particolare, da un’intercettazione ambientale risalente allo scorso dicembre risulterebbe che Sempio si aspettasse di poter tornare sotto indagine «prima o poi», ma ritenesse che ciò sarebbe avvenuto dopo l’eventuale uscita dal carcere di Alberto Stasi. L’intercettazione fa parte del nuovo pacchetto di atti depositato dalla Procura di Pavia con la seconda chiusura delle indagini.

La madre di Sempio: «Mio figlio è innocente»

Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, ha ribadito la posizione della famiglia ai microfoni di Antenna3 Lombardia, nei pressi della propria abitazione.

«L’unica cosa che posso dire è che mio figlio con l’omicidio di Chiara Poggi non c’entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo», ha affermato. «Mio figlio sta aspettando come aspettiamo tutti noi».

La donna ha aggiunto: «Delle prove non ci interessa nulla, l’unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo», ribadendo che «mio figlio non è che sa di essere innocente, è innocente. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi».

Il Dna sotto le unghie di Chiara

Tra gli elementi destinati a essere discussi nel procedimento c’è anche il Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi. In una nuova relazione depositata agli atti dell’inchiesta, i consulenti della Procura di Pavia, i genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, sostengono che la traccia non sarebbe riconducibile a una contaminazione dovuta ai reagenti utilizzati nelle analisi.

Secondo i consulenti, la spiegazione «scientificamente attendibile» e «più ragionevole» per la concordanza degli alleli dei due campioni di Dna estratti dalle unghie con quelli di Sempio sarebbe che il 38enne, così come la sua linea paterna, non possa essere escluso quale soggetto contributore del profilo genetico.

La traccia genetica è già stata oggetto di un incidente probatorio e rappresenta uno dei principali punti di confronto tra i consulenti dell’accusa e quelli della difesa. Già in precedenti accertamenti i consulenti della Procura avevano evidenziato una compatibilità tra uno degli aplotipi ricavati dal materiale biologico sotto le unghie della vittima e il profilo genetico di Sempio.

La nuova chiusura delle indagini comprende anche ulteriori consulenze, tra cui quelle relative all’impronta della scarpa rinvenuta nella villetta di via Pascoli e alle caratteristiche antropometriche di Sempio.

La vicenda giudiziaria di Garlasco resta dunque articolata su più fronti: da un lato la nuova indagine nei confronti di Sempio, per la quale si profila la richiesta di processo; dall’altro l’eventuale procedimento di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, che la sua difesa continua a valutare sulla base dei nuovi elementi emersi.