MILANO
– Sei ore e mezza al telefono per convincere una donna di 91 anni a consegnare i gioielli custoditi in casa. È il tempo impiegato da un truffatore per manipolare l’anziana, impedirle di contattare i familiari e convincerla che i preziosi dovessero essere controllati da un presunto carabiniere. Solo dopo la consegna la donna ha scoperto di essere stata raggirata.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 15 ottobre, in un appartamento vicino a piazzale Agrippa, nella periferia sud di Milano. È uno dei cinque casi che, secondo quanto riportato, hanno coinvolto persone con più di 80 anni nel corso della stessa giornata, con modalità differenti ma un copione ricorrente: sfruttare la paura e la fiducia nelle istituzioni per impossessarsi di denaro e gioielli.

La falsa rapina in gioielleria

Nel caso della novantunenne, il telefonista ha raccontato che poco prima era stata commessa una rapina in una nota gioielleria e che sul posto era stata ritrovata la carta d’identità della donna. Per questo, secondo la versione inventata dal truffatore, un collega si sarebbe presentato al citofono per verificare che i preziosi custoditi nell’abitazione non fossero quelli rubati.

Per rendere più credibile la storia, il falso militare ha invitato l’anziana a prendere carta e penna, annotare le proprie generalità e dimostrare fiducia nell’operato delle forze dell’ordine. Dopo ore di pressione psicologica, la donna ha consegnato un sacchetto contenente i gioielli.

Finto addetto ai contatori aggredisce un’anziana

La prima segnalazione della giornata è arrivata alle 10, quando una donna di 83 anni residente in zona Derganino ha contattato il 112. Un uomo, presentatosi come funzionario comunale incaricato di controllare i contatori per scongiurare fughe di gas, era riuscito a entrare in casa e aveva iniziato a rovistare nei cassetti.

Quando l’anziana ha capito di avere davanti un ladro e ha tentato di fermarlo, l’uomo l’ha aggredita con spray al peperoncino, rubandole alcuni gioielli, tra cui una collana e un anello. La donna è stata soccorsa da un passante e trasportata in codice verde all’ospedale di Legnano.

La truffa del liquido radioattivo a Città Studi

Tre ore più tardi, un uomo di 93 anni e la moglie di 87 sono stati avvicinati da due falsi tecnici dei termosifoni. I malviventi hanno sostenuto che fosse necessario verificare la presenza di un presunto liquido radioattivo in grado di danneggiare l’oro custodito in casa.

Approfittando della confusione creata con questa falsa spiegazione, i due sono riusciti a impossessarsi dei preziosi, che erano stati sistemati sul letto.

Gioielli per 6mila euro rubati in zona Argonne

Alle 15.30 è stata presa di mira una donna di 85 anni, contattata telefonicamente da un falso appartenente alla Guardia di Finanza. Anche in questo caso il pretesto era una rapina in gioielleria, che sarebbe stata commessa con un’automobile intestata alla pensionata.

Convinta della storia, la donna ha consegnato gioielli per un valore di circa 6mila euro a un complice, che si è allontanato con il bottino con la scusa di dover verificare la provenienza degli oggetti.

A Bovisa il falso maresciallo «Luca»

L’ultimo episodio descritto risale alle 18.30, in zona Bovisa, dove una donna di 83 anni è stata raggirata da un falso carabiniere. Al telefono le era stato raccontato che la sua automobile risultava utilizzata per compiere una rapina.

Poco dopo si è presentato in casa un uomo che si è qualificato come «maresciallo Luca». Con la scusa di farle lavare le mani, ha convinto la pensionata ad allontanarsi e si è dato alla fuga con i gioielli.

La donna ha quindi chiamato il 112, facendo scattare l’intervento dei motociclisti Nibbio dell’Ufficio prevenzione generale della Questura di Milano.

I cinque episodi mostrano quanto queste truffe facciano leva su paura, isolamento e falsa autorità. I malviventi cambiano il pretesto, ma il meccanismo resta simile: ottenere la fiducia delle vittime, impedirne le verifiche e convincerle a consegnare spontaneamente i propri beni.