Milano - La vittima è Savino Calò, originario di Trinitapoli. Il corpo trovato dai Vigili del Fuoco durante le operazioni di spegnimento. Disposta l'autopsia.

Tragedia nella serata di giovedì 5 novembre a Milano, dove un uomo di 76 anni è morto a causa di un'intossicazione da monossido di carbonio provocata da un incendio divampato nelle cantine di uno stabile popolare in via Tommei 1, nella zona dell'Ortomercato.

La vittima è Savino Calò, originario di Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani, senza fissa dimora. Avrebbe compiuto 77 anni il prossimo primo dicembre.

L'allarme è scattato intorno alle 21.30. Quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti per domare le fiamme, hanno notato che il fumo proveniva esclusivamente dai locali sotterranei. Una volta aperta la porta delle cantine con le chiavi fornite da una condomina, hanno trovato il corpo dell'uomo sulla scalinata.

I tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Poco prima dell'una di notte, i medici dell'ospedale Niguarda hanno constatato il decesso.

Le chiavi di un appartamento e le indagini

Accanto al corpo è stato trovato un mazzo di chiavi con un laccetto bianco e un numero di cellulare. Dagli accertamenti della Polizia, gli agenti del commissariato Mecenate hanno scoperto che alcuni giorni prima un inquilino dello stabile aveva prestato a Calò le chiavi del proprio appartamento, dovendosi assentare per un ricovero al Policlinico.

Resta da chiarire perché l'uomo si trovasse nelle cantine e quale sia stata l'origine dell'incendio, che ha provocato danni anche all'impianto elettrico dell'intero edificio.

Il pubblico ministero di turno, Alessandro Gobbis, ha disposto l'autopsia per accertare le cause della morte e ricostruire con precisione quanto accaduto.

L'allarme lanciato da un residente disabile

Dopo il primo intervento, i poliziotti hanno rintracciato la persona che aveva chiamato il 112: si tratta di un residente di 56 anni con disabilità, che necessita costantemente di uno specifico macchinario.

Per garantirne il funzionamento e consentirgli di continuare a utilizzare il dispositivo salvavita, i Vigili del Fuoco hanno messo immediatamente a disposizione un gruppo elettrogeno.