MILANO
– Non c’è pace per la famiglia di Pamela Genini, l’ex modella di 29 anni uccisa a Milano il 14 ottobre 2025 dall’ex fidanzato Gianluca Soncin, in via Iglesias, nel quartiere Gorla. Al dolore per il femminicidio si era aggiunto, lo scorso marzo, lo sgomento per la profanazione della tomba della giovane nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo. Per quest’ultimo episodio è indagato Stefano Dolci, un vecchio amico di Pamela. La testa, asportata dai resti del corpo, non è mai stata ritrovata.

Ora emerge un nuovo episodio inquietante: l’appartamento di Milano in cui la 29enne venne uccisa sarebbe stato messo a soqquadro da persone al momento ignote. La notizia, anticipata da Bergamonews, è stata confermata nel corso della trasmissione televisiva Dentro la Notizia, su Canale 5.

A scoprire quanto accaduto sono stati i familiari della ragazza, che mercoledì scorso si sono recati in via Iglesias 33 insieme alla Polizia per assistere alle operazioni di dissequestro e recuperare gli effetti personali della vittima, rimasti nell’abitazione.

Una volta aperta la porta, sulla quale era ancora affisso l’avviso di sequestro, i parenti si sono trovati davanti a una scena sconvolgente. Nonostante la corrente elettrica fosse stata staccata da tempo, la luce dei faretti della Polizia ha illuminato una camera da letto devastata, con armadi aperti e vestiti sparsi sul pavimento.

Nessun segno di effrazione

Un particolare ha subito attirato l’attenzione: sulla porta non erano presenti segni di effrazione. Chi è entrato nell’appartamento potrebbe quindi aver utilizzato le chiavi. L’ipotesi è quella di un furto, tentato o consumato, anche alla luce di alcune custodie di gioielli trovate vuote sui mobili.

La Polizia scientifica ha effettuato i rilievi per cercare impronte e tracce biologiche. Durante gli accertamenti sono stati trovati anche un paio di guanti in lattice, repertati dagli investigatori.

La famiglia ha presentato denuncia contro ignoti. La madre di Pamela, intervenuta alla trasmissione di Gianluigi Nuzzi insieme al compagno, ha espresso i propri dubbi su quanto accaduto: «Non saprei proprio chi potrebbe essere entrato in questa casa. L'unica certezza è che chi è entrato in questo appartamento aveva le chiavi, perché la porta non era scassata, non c'erano segni di effrazione».