La Squadra Mobile ha ricostruito i movimenti del sospettato attraverso i metadati e la geolocalizzazione delle fotografie. In una seconda abitazione trovati cocaina, hashish, denaro contante e materiale per confezionare le dosi. Denunciato anche un complice.

VARESE – Si è mostrato su Instagram mentre maneggiava una pistola e ostentava mazzette di denaro, accompagnando le immagini con frasi dal tono minaccioso. Una dimostrazione di spavalderia sui social che ha attirato l'attenzione della Squadra Mobile della Questura di Varese e ha dato il via a un'indagine culminata con un arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e la denuncia di un complice.

Tutto è partito dal monitoraggio del web da parte degli investigatori, che hanno individuato una storia pubblicata su Instagram. Nel filmato, un uomo, pur nascondendo il volto, maneggiava una pistola di piccolo calibro e mostrava consistenti somme di denaro, accompagnando le immagini con messaggi dal contenuto intimidatorio.

Gli agenti hanno avviato accertamenti digitali per identificare il titolare del profilo. Una volta individuato il sospettato, è scattata una prima perquisizione domiciliare, nel corso della quale è stata trovata una modica quantità di hashish.

Le indagini sono però proseguite grazie all'analisi tecnica dei metadati e della geolocalizzazione delle fotografie scattate con il cellulare dell'uomo. Gli investigatori sono così riusciti a individuare un secondo appartamento, situato nella stessa zona e riconducibile a un suo conoscente.

Il deposito della droga nell'armadio

La perquisizione nella seconda abitazione ha permesso di scoprire un deposito di sostanze stupefacenti nascosto all'interno di un armadio. I poliziotti hanno sequestrato circa 150 grammi di cocaina, 35 grammi di hashish, un bilancino elettronico di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.

Nello stesso ambiente sono stati trovati anche quattro coltelli con residui di sostanza stupefacente sulle lame, oltre a più di 5mila euro in contanti e 60 franchi svizzeri, ritenuti dagli investigatori provento dell'attività di spaccio.

Nel corso dei successivi accertamenti, i due uomini avrebbero ammesso che la droga e il materiale sequestrato appartenevano al primo sospettato, che avrebbe affidato temporaneamente al conoscente la custodia dello stupefacente.

Al termine delle operazioni, il principale indiziato è stato arrestato e condotto nel carcere dei Miogni. Il secondo uomo è stato invece denunciato a piede libero per concorso nello stesso reato.