VILLASANTA (MONZA E BRIANZA)
– Sospeso per incapacità di stare a giudizio il processo con rito abbreviato a carico del 17enne accusato di aver perseguitato una ragazza di 15 anni tra le stazioni ferroviarie di Villasanta e Monza. Secondo l'accusa, il giovane avrebbe avvicinato ripetutamente la minorenne, che viaggiava in treno negli stessi suoi orari, iniziando con baci sulle guance e richieste di seguirsi sui social, fino ad arrivare a tentativi di baciarla sulla bocca, minacce, insulti e strattonamenti davanti ai suoi continui rifiuti.

La decisione è arrivata dopo una perizia psichiatrica disposta dal gip del Tribunale per i minorenni di Milano. L'esame ha concluso anche per la seminfermità mentale e per l'assenza di pericolosità sociale.

Il ragazzo, difeso dall'avvocato Francesco Ruffo, è imputato di violenza sessuale e atti persecutori. Dopo l'arresto, avvenuto nel maggio 2025 da parte dei carabinieri di Villasanta, ha ottenuto gli arresti domiciliari, con la possibilità di recarsi a scuola accompagnato da un adulto e con il divieto di avvicinarsi alla vittima.

Il Tribunale ha inoltre attivato i servizi sociali, che continueranno a seguire il minore e a riferire sulle sue condizioni, anche in vista di un aggiornamento della perizia psichiatrica per valutare se sarà in grado di affrontare il processo.

Le accuse e gli episodi contestati

I dubbi sulle condizioni cognitive del 17enne sarebbero emersi nel corso degli accertamenti, portando alla decisione di sottoporlo a una valutazione psichiatrica. Il giovane, originario dell'Africa, aveva raggiunto i genitori in Brianza circa due anni fa e aveva iniziato a frequentare un istituto superiore.

Secondo la denuncia presentata dalla quindicenne, residente a Villasanta, i due si incontravano alla stazione ferroviaria del paese, dove intorno alle 7.30 prendevano il treno per raggiungere le rispettive scuole a Monza. Gli episodi sarebbero proseguiti anche durante il viaggio di ritorno, alla stazione monzese.

Le condotte contestate avrebbero provocato nella ragazza una condizione di forte stress, accompagnata dall'ansia e dalla paura di incontrare nuovamente il giovane e subire le sue avances indesiderate.

I carabinieri sarebbero risaliti al presunto responsabile anche attraverso il profilo Instagram che la quindicenne aveva indicato come quello che il ragazzo insisteva a mostrarle.