Sicurezza in agricoltura: sindacati lanciano l’appello dopo due tragedie a Sondrio
Sondrio, 13 dicembre 2025 – Non solo nei luoghi di lavoro tradizionali, ma anche tra le mura domestiche o sui terreni agricoli: la sicurezza...
Sondrio, 13 dicembre 2025 – Non solo nei luoghi di lavoro tradizionali, ma anche tra le mura domestiche o sui terreni agricoli: la sicurezza deve diventare uno stile di vita. È questo l’appello forte e chiaro lanciato dai sindacalisti Valter Rossi (Flai Cgil), Chiara Casello (Fai Cisl) e Andrea Farinelli (Uila Uil) a seguito dei due tragici incidenti avvenuti giovedì in provincia di Sondrio.
A Grosotto, la 67enne Adele Baitieri ha perso la vita travolta da una pianta mentre era impegnata in operazioni di potatura insieme a un figlio. Poche ore dopo, a Nigola, frazione di Teglio, il 61enne Luciano Bresesti è morto schiacciato dal trattore che stava manovrando nei pressi della sua azienda agricola.
Proprio giovedì, l’Ebas (Ente bilaterale agricolo territoriale) di Sondrio aveva riunito i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del settore agricolo per un aggiornamento sullo stato della salute e sicurezza nelle aziende della provincia. Dal confronto era emerso un quadro in lieve miglioramento, ma ancora segnato da criticità rilevanti, soprattutto nella prevenzione e nella costruzione di una cultura stabile della sicurezza.
I sindacalisti sottolineano come “il rischio non riguarda solo il lavoro in senso stretto, ma anche attività svolte in ambito familiare o privato”. Per questo, la sicurezza deve diventare un’abitudine quotidiana, sostenuta da politiche pubbliche, percorsi educativi, formazione e impegno di tutte le parti coinvolte. Nessuna esigenza produttiva o consuetudine può giustificare la sottovalutazione dei rischi: fare della sicurezza un riferimento costante è una responsabilità collettiva.