Crans-Montana (Svizzera), 3 gennaio 2025 – 
L’attesa. Quel filo di speranza. L’angoscia che cresce insieme alla mancanza di notizie e di certezze. Nella strage di Crans-Montana c’è un dramma nel dramma: quello delle famiglie dei feriti e delle vittime che non sono ancora state riconosciute. A supportarle in questi giorni terribili è un’équipe lombarda di psicologhe dell’emergenza, arrivata ieri sul luogo dell’esplosione. A tracciare il quadro della situazione è Roberta Brivio, presidente di Sipem (Società italiana di psicologia dell’emergenza) Sos Lombardia, che coordina il gruppo di esperte impegnate tra Crans e Zurigo.

Brivio: “Tempi lunghi per il Dna, cresce l’angoscia”

“In questo momento stiamo cercando di capire come sviluppare l’intervento di supporto ai familiari dei ragazzi rimasti feriti a Crans-Montana, in base alle esigenze e alle priorità di intervento – spiega Brivio –. Ci sono pazienti che non sono ancora stati riconosciuti e uno dei momenti più angoscianti è proprio l’attesa: il non sapere, il non avere informazioni. Anche se purtroppo è impossibile averne subito, perché viene prelevato il Dna dai familiari e confrontato con quello delle persone ferite e ricoverate in rianimazione”.

“Questo processo richiede tempi lunghi – aggiunge – ed è normale sentirsi così angosciati, è normale che non ci siano risposte immediate e che l’ansia aumenti. Sapere che queste reazioni sono fisiologiche aiuta a tranquillizzare le persone. I colleghi ci riferiscono che a Crans sta montando anche un senso di rabbia: è una rabbia legata all’attesa, che spesso serve a non sentire subito il dolore e la tristezza. È una risposta naturale, che non deve preoccupare e va compresa senza controreagire”.

Il team specializzato nelle emergenze

Sipem, ente iscritto alla rete della Protezione civile della Regione Lombardia, ha attivato un servizio di supporto psicologico per i familiari e per i sopravvissuti alla tragedia, molti dei quali cittadini italiani. La prima squadra mobilitata è stata quella guidata da Roberta Brivio, psicologa e psicoterapeuta con oltre quarant’anni di esperienza nella psicologia dell’emergenza.

Nel corso della sua carriera Brivio ha coordinato interventi in occasione di terremoti, disastri sanitari, incidenti ferroviari e aerei, oltre a progetti internazionali di supporto a popolazioni colpite da eventi catastrofici. Con lei operano anche Daniela Longoni, Anna Rosa Moro e Caterina Montalbano, professioniste volontarie della rete Sipem, formate per intervenire in situazioni di crisi, lutto e trauma acuto.

Il servizio Pronto Psy

A sostegno dell’intervento è stato inoltre attivato il servizio Pronto Psy, un presidio psicologico volontario operativo nelle emergenze acute e strutturato secondo le linee guida dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità.

“Nel dolore più estremo – conclude Brivio – ciò che possiamo offrire è una presenza competente, rispettosa e umana. Accompagnare chi è stato colpito da una tragedia è parte del mandato delle psicologhe e degli psicologi dell’emergenza”.