Milano - Aumenta la criminalità minorile e resta alto il livello di allerta sulla violenza contro le donne. È il quadro tracciato dalla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni all’inaugurazione dell’anno giudiziario, sulla base dei dati delle Procure del distretto, con l’attenzione puntata soprattutto sui giovani.

Tra gli adolescenti crescono i reati predatori, in particolare scippi e rapine, spesso commessi in gruppo. Secondo il presidente della Corte d’Appello Giuseppe Ondei il fenomeno è legato sia alle difficoltà del sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati sia al disagio delle seconde generazioni nelle periferie, dove molti ragazzi vivono un conflitto identitario con la società. Per questo, ha osservato, non basta la sola risposta repressiva: accanto a controlli e giustizia servono maggiori risorse e politiche sociali mirate.

Preoccupa anche l’aumento dei reati contro la pubblica amministrazione commessi da minori, come oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, passati in pochi anni da circa 200 a oltre 400 casi annui. Un dato che si intreccia con la situazione critica degli istituti penali minorili, a partire dal Beccaria di Milano, segnato da evasioni, proteste e da un’indagine per presunti maltrattamenti.

Più in generale il sistema carcerario del distretto è sotto pressione per il sovraffollamento, salito oltre il 142%. Le donne detenute sono circa il 5% del totale, mentre gli stranieri rappresentano il 44,5% della popolazione carceraria. Il problema degli spazi riguarda sempre di più anche i circuiti minorili.

Tra i fatti più gravi emerge un dato inedito: per la prima volta si registra un numero significativo di procedimenti per omicidio a carico di minorenni, quattro casi con sei vittime complessive. A differenza dei reati di strada, questi delitti non sono legati a gang o gruppi devianti delle periferie, ma a ragazzi italiani o stranieri integrati, fuori dai circuiti della marginalità.

Sul fronte dei femminicidi Milano e il suo distretto confermano una forte concentrazione di casi, con situazioni molto diverse per età, contesto sociale e nazionalità di vittime e aggressori. L’applicazione del “codice rosso” mostra però un miglioramento dell’efficacia investigativa nei reati maturati in ambito familiare o affettivo, come maltrattamenti e stalking. Restano invece più difficili da provare gli abusi consumati online o in contesti occasionali.

Un elemento trasversale è l’uso di sostanze stupefacenti. Crescono le rapine e le aggressioni commesse in branco da giovani che fanno uso di più droghe e si diffonde l’impiego delle benzodiazepine come “droga dello stupro”, somministrate in locali e discoteche per rendere le vittime incapaci di reagire. Un fenomeno che colpisce soprattutto giovani donne ma, sempre più spesso, anche giovani uomini.

Infine, la tecnologia sta cambiando il volto dei reati giovanili: secondo Ondei molti adolescenti fondono dimensione online e offline, facendo emergere nuove forme di violenza e sopraffazione che nascono sul web e si trasferiscono rapidamente nella vita reale. Un’evoluzione che, per la magistratura milanese, impone interventi non solo giudiziari ma anche educativi e sociali.